Detox Social: Day Four | Quando il rumore è dentro di te

Day Four: 16 Settembre 2026

Penso che questo sarà probabilmente l’ultimo articolo che scriverò sul mio detox dai social, e non è una decisione che prendo con leggerezza, perché quando ho iniziato questo piccolo esperimento non avrei mai immaginato che sarei arrivata al quarto giorno con una sensazione così lontana da quella che pensavo di provare.

Stanotte sono andata a dormire con dei dubbi che continuano a girarmi nella testa e ai quali, purtroppo, in questo momento non posso dare una risposta. Ed è proprio questo il problema: quando una domanda rimane lì, senza una risposta possibile, la mente comincia a costruirne altre, a collegare pensieri, ricordi e situazioni che sono accadute e che non posso raccontare, perché ci sono cose della mia vita che appartengono soltanto a me e che, per quanto questo blog sia da sempre il luogo in cui racconto moltissimo di quello che vivo, non posso mettere qui dentro.

Forse è anche per questo che sono giorni che praticamente non esco di casa. L’ultima volta che sono uscita davvero è stata per la soirée del Disneyland Pass a Disneyland Paris e, a parte essere uscita velocemente per comprare qualcosa di cui avevo bisogno, sono rimasta qui, dentro le mie quattro mura, con tutto il tempo necessario per pensare e, probabilmente, anche con troppo tempo per farlo.

Tra qualche giorno partirò per Londra, il 21, e anche quella sarà una partenza legata al blog, a ciò che faccio e a tutto quello che negli anni ho costruito intorno a questo progetto, non certo una fuga o un viaggio di piacere; eppure, mentre preparo le cose che mi serviranno, faccio fatica persino a pensare a questa partenza, perché ci sono momenti in cui anche le cose che normalmente mi entusiasmano sembrano improvvisamente lontanissime.

E oggi è uno di quei momenti.

Sto profondamente male e, nel corso della giornata, ho avuto diversi attacchi di panico, con quella sensazione terribile di non riuscire a respirare bene e di avere il corpo che reagisce a qualcosa che la testa non riesce nemmeno più a mettere a fuoco. Io so di essere una persona estremamente combattiva, perché sono cinquantacinque anni che combatto, che affronto le cose, che cado e poi mi rialzo, che penso di non avere più energie e poi, in qualche modo, ne trovo altre; l’ho fatto talmente tante volte che forse, a un certo punto, ho finito per convincermi che rialzarmi fosse semplicemente una parte di me.

Questa volta, però, non so se ce la faccio da sola.

Ed è una frase che faccio persino fatica a scrivere, perché sono abituata a cercare una soluzione, a stringere i denti, a fare quello che c’è da fare e andare avanti, mentre ammettere che in questo momento qualcosa è troppo grande per me significa mostrarmi in una maniera che non mi viene affatto naturale.

E mi scoccia anche doverlo spiegare, perché ogni volta che una persona decide di essere sincera e di mostrarsi senza filtri sembra quasi che debba immediatamente giustificarsi, precisare che non lo sta facendo per farsi compatire, che non sta cercando attenzioni, che non vuole suscitare pietà. Ma io non voglio niente di tutto questo. Sto semplicemente raccontando quello che mi sta succedendo, così come ho sempre raccontato le cose belle, le partenze, le scoperte, le fotografie, i progetti e tutte quelle parti della mia vita che è molto più facile condividere.

So perfettamente che qualcuno potrebbe leggere queste parole e pensare che voglia farmi compatire, così come so che ci sarà sempre qualcuno che, davanti alla fragilità degli altri, proverà piacere o troverà comunque qualcosa da criticare, ma sinceramente oggi non ho né la voglia né le energie per preoccuparmi di questo.

Non posso raccontare una versione diversa di me soltanto perché sarebbe più facile da leggere.

Non posso fingere di stare bene per arrivare alla fine di questo esperimento con una conclusione positiva, con la classica frase che spiega quanto sia stato utile staccare dai social e quanto, alla fine, ci si senta meglio. Sarebbe una bugia e io, se devo raccontare questo detox, voglio raccontarlo per quello che è stato davvero.

Perché forse la cosa più difficile dello stare lontani dai social non è rinunciare a Instagram, a Facebook, alle notifiche o alla necessità di sapere cosa stanno facendo gli altri; forse la parte difficile arriva proprio quando tutto quel rumore esterno diminuisce e rimani sola con quello che hai dentro, con i pensieri che normalmente riesci a spostare da una parte all’altra della giornata e che, improvvisamente, trovano tutto lo spazio che vogliono.

E io, in questi giorni, di spazio dentro di me ne ho avuto fin troppo.

Per questo credo che questo sarà l’ultimo articolo del mio Detox Social. Non perché io abbia fallito e nemmeno perché questi quattro giorni non abbiano avuto un senso, ma semplicemente perché in questo momento non riesco più a mettermi davanti a me stessa e a trasformare quello che sto vivendo in qualcosa da raccontare.

Ci sono momenti in cui anche una persona che ha passato una vita a rialzarsi ha bisogno di smettere di dimostrare di farcela.

E forse, per una volta, posso semplicemente ammettere che non ce la faccio.

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