Se una donna in carne ti dà fastidio… tranquillo: non è una malattia contagiosa

Incredibile ma vero: una donna in carne ha osato pubblicare una foto in costume. Non su un manifesto 6×3 davanti casa vostra, eh. Sul SUO profilo. SUOI social. Col SUO corpo.

Apriti cielo.

Come un richiamo per falene tossiche, ecco che arrivano i commenti:
“Eh ma così si promuove l’obesità”,
“Non è body positivity, è autolesionismo”,
“Pensate ai bambini!!!”

Certo. I bambini. Perché niente traumatizza un minore quanto vedere una taglia 48 sorridere sotto il sole. Ché poi magari si confonde, cresce felice nel proprio corpo e ci ritroviamo tutti senza una generazione di insicuri cronici che odiano gli addominali non scolpiti.

Ma analizziamoli, questi eroi del commento:

1. Il medico immaginario

Non ha mai visto un vero referto clinico, ma riconosce “i valori sballati” a occhio, da una foto.
Ti guarda e sa già che hai il fegato ingrossato, l’insulina in sciopero e il colesterolo che balla la macarena.
Lui non commenta per giudicare, no no. È preoccupato. Per te. Per la tua salute. Per la salute dell’umanità tutta.
Grazie dottore, vada pure. La sua laurea in Scienze dell’Ovvietà è appesa accanto a quella in Fisiognomica da Instagram.

2. Il nostalgico delle taglie zero

“Una volta le donne erano femminili. Magre. Eleganti. Non queste balene spiaggiate!”
Amico, a parte il fatto che le donne non sono qui per corrispondere ai tuoi gusti da uomo del paleolitico con l’iPhone,
ma ti ricordo che anche Marilyn Monroe, la tua “vera donna di una volta”, oggi verrebbe bullizzata nei commenti da uno come te.
E comunque, se il tuo tipo ideale è magro, elegante e silenzioso, prendi un manichino e buonanotte.

3. Il martire dell’estetica

“Posso avere un’opinione? A me non piace!”
Ma certo tesoro, puoi. Come puoi anche scrivere una recensione di un piatto che non hai mai assaggiato.
Solo che nessuno te l’ha chiesta. Nessuno ti ha domandato: “Ciao Mario89, ma tu preferisci le magre o le formose?”
Eppure tu sei lì, come se il mondo non potesse andare avanti senza il tuo giudizio estetico dispensato con la delicatezza di un pugno nei denti.

4. Il complottista del BMI

“Siamo sotto attacco! Le multinazionali vogliono normalizzare l’obesità!”
Ma certo. È tutto un complotto.
Non è che, magari eh, le persone stanno semplicemente cercando di vivere la loro vita senza dover chiedere scusa per lo spazio che occupano?
No, dev’essere un piano oscuro orchestrato da Big Baguette per distruggere il fitness occidentale.

Insomma, per questi crociati del commento, una donna in carne che si mostra con sicurezza non è solo un corpo.
È una minaccia, un affronto, una potenziale apocalisse metabolica.
E tocca fermarla.
Nei commenti.
Con CAPS LOCK.
Con punto esclamativo.
Con la forza del disagio interiorizzato proiettato su chiunque osi vivere in pace con sé stesso.

E sai perché urlano tanto?
Perché una donna che non si odia li manda in crisi.
Perché sono cresciuti col mito che per piacere agli altri, devi prima piacere a loro.
E quando vedono qualcuno che si piace già così com’è, senza passare dal loro timbro di approvazione…
…crolla tutto il teatrino.

Quindi sì, continuate pure a scandalizzarvi per le cosce che toccano e i rotolini che esistono.
Intanto il mondo gira lo stesso.
E la prossima volta che una donna in carne pubblica una foto in costume, ricordate:
non è un attacco personale.
Non è una dichiarazione di guerra.
Non è contagiosa.

È solo una donna.
Che vive.
E non vi ha chiesto un cazzo.

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