Detox Social: Day One | Il primo giorno senza social

DAY ONE: 13 Settembre 2026

Stanotte non ho chiuso occhio. Sono stata realmente sveglia tutta la notte con i gatti, tra la televisione e i vari messaggi di amici e conoscenti, più che altro conoscenti, ma sicuramente anche amici, che in questo momento mi stanno vicino e cercano di farmi compagnia, di dirmi una parola, non necessariamente di conforto, ma semplicemente una parola che mi faccia sentire la loro vicinanza. Perché stare all’estero, non nel tuo Paese, e vivere una situazione come quella che sto vivendo io in questo momento è tosta, è tanto tosta, e non credo che qualcuno possa capire veramente cosa significhi se non si trova a vivere una cosa del genere. E quindi io sono molto grata a tutte queste persone che, ognuna a modo suo, mi stanno facendo quadrato intorno.

Sono stata sveglia tutta la notte e avrò bevuto non so quanti caffè, poi stamattina fortunatamente ci sono stati i miei gatti e soprattutto Marvel, che da quando non c’è più Matsuda sta soffrendo tanto e cerca continuamente conforto vicino a me. Lui è sempre stato un gatto molto indipendente, molto defilato, non è mai stato uno di quei gatti che stanno continuamente addosso, e invece oggi, in particolare, è stato accoccolato a me praticamente tutto il tempo. E questa cosa mi ha fatto una tenerezza incredibile, anche perché io so quanto era legato a Matsuda e quanto gli manca.

Ho passato poi tutta la mattinata a messaggiare con una mia amica in Italia, fino a quando a un certo punto mi ha detto: “Antonella, ma tutta la mattina che stiamo a messaggià? Tu stai là, io sto qua, ti chiamo.” E infatti mi ha chiamata e abbiamo parlato di tante cose, anche di cose che lei sa che mi interessano, proprio tanto per parlare, tanto per farmi distrarre e per farmi dimenticare per un po’ tutto quello che di brutto sto vivendo. E devo dire che ci è riuscita, perché per tutto il tempo che siamo state al telefono ho pensato ad altro, ho parlato di cose che mi piacciono, ho riso, ho chiacchierato e per qualche ora mi sono completamente dimenticata della situazione. Poi abbiamo finito la telefonata e mi sono resa conto che non avevo mangiato né ieri né oggi, ma non perché io abbia deciso di non mangiare, semplicemente non ho fame, non mi va di mangiare e in questi ultimi due giorni sono andata avanti praticamente a caffè.

Poi però sono uscita, perché la mia amica, sapendo che devo andare a Londra per lo IAAPA, mi ha chiesto: “Allora, cosa ti porti? Cosa ti metti per là?” E io ho pensato: “Cazzo, non c’ho niente”, perché io ho ancora praticamente tutti i miei vestiti in Italia e le uniche cose che ho qui sono tutte Disney. E allora mi sono resa conto che effettivamente, per andare a Londra, non potevo presentarmi vestita come se stessi andando a Disneyland, anche perché mi servivano delle cose un po’ più normali e soprattutto non avevo neanche delle scarpe che potessero andare bene, se non le mie scarpe da tennis, che tra l’altro sono anche molto particolari e quindi non proprio adatte. Quindi ho detto vabbè, devo andare a comprare qualcosa e, visto che dovevo già comprare i pod per la Veev perché erano finiti (e già sto così, se mi mancano pure quelli dò di matto) ho approfittato e verso mezzogiorno e mezzo sono uscita, ho preso la RER e sono andata a Val d’Europe, al centro commerciale.

Sono passata da Primark proprio perché non avevo intenzione di spendere chissà quanto e alla fine, con una quarantina di euro, ho preso scarpe, pantaloni e una maglia da mettere a Londra, giusto per avere un po’ più una parvenza di persona normale e non sembrare una Disney non fan, ma insomma una sorta di fanatica, ecco. Ho fatto quello che dovevo fare, ho comprato i pod e sono tornata a casa perché veramente, considerando che non avevo dormito per niente, a un certo punto stavo praticamente addormentandomi sulla RER.

Quando sono arrivata a casa, Marvel mi aspettava dietro la porta e, appena sono entrata, è stato di nuovo tutto il tempo accoccolato a me, con un sacco di fusa e un sacco di coccole. Poi ho pensato alle varie cose da fare in casa, ho sistemato quello che dovevo sistemare, mi sono fatta l’ennesimo caffè e mi sono messa sul divano a guardare la televisione. E a un certo punto sono semplicemente crollata.

Quando mi sono svegliata ho guardato l’ora e ho letto “otto”, ma ero talmente fuori fase che per qualche secondo ho pensato fossero le otto di mattina. Ho detto: “Oddio, io stamattina che devo fare?”, poi ho realizzato che no, non erano le otto di mattina, erano le otto di sera. Quindi niente, mi sono alzata, ho fatto le cose che dovevo fare, ho pulito le lettiere, ho dato da mangiare ai gatti, sono andata a buttare l’immondizia e poi sono tornata a vedere la televisione italiana.

Adesso sto guardando Le Iene Inside, che questa sera parla di rinascita, e ho visto diverse cose che mi hanno colpita e che mi hanno fatto pensare, ma non le dirò, perché inevitabilmente andrebbero a far capire quello che sto vivendo in questo periodo e non mi va di renderlo pubblico. Non perché ci sia qualcosa di cui vergognarsi, assolutamente no, ma perché credo che determinate cose, nonostante tu possa avere una vita social e possa raccontare tantissimo di te, debbano comunque essere preservate. Devono rimanere tue. Puoi condividerle con le persone che ti sono veramente vicine, con quelle che sai che ci sono e che ti vogliono bene, ma non necessariamente devi raccontare tutto a tutti. Ci sono cose che possono e devono semplicemente rimanere nella tua vita privata.

E niente, questo è stato il mio Day One di detox social. Una giornata iniziata senza aver dormito, passata tra caffè, gatti, messaggi, una telefonata che mi ha fatto stare bene, una fuga a Val d’Europe per comprare quattro cose per Londra, Marvel che mi è stato praticamente appiccicato tutto il giorno e poi una dormita completamente fuori fase sul divano. Adesso finisco di vedere Le Iene Inside, poi vado a dormire, perché domani è lunedì 14 settembre e ho davvero tanto da fare.

Day One: finito.

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