Aperitivo allo Skyline Bar del Disney Hotel New York – The Art of Marvel tra cocktail Marvel e skyline di New York

Il bello di Disneyland Paris è che la magia non finisce necessariamente quando si esce dai parchi, e lo Skyline Bar del Disney Hotel New York – The Art of Marvel ne è un esempio perfetto: un ambiente elegante, una skyline di New York che accompagna la serata e una proposta di cocktail ispirati all’universo Marvel, capaci di trasformare anche un semplice aperitivo in un’esperienza da raccontare.

La nostra esperienza allo Skyline Bar, in realtà, non si è fermata a una sola visita, perché siamo tornate una seconda volta e le due occasioni sono state molto diverse tra loro, anche grazie alle proposte speciali che abbiamo trovato in quel momento.

Il locale nasce proprio con l’idea di trasportare gli ospiti in un elegante cocktail bar newyorkese, ispirato agli interni di Tony Stark e al quartier generale degli Avengers, con grandi vetrate panoramiche che ricreano la skyline di New York e inseriscono, naturalmente, alcuni elementi dell’universo Marvel. Disneyland Paris descrive lo Skyline Bar come un ambiente chic, leggermente formale, con cocktail e snack di ispirazione americana e una vista sulla skyline newyorkese reinterpretata in chiave Marvel. 

Ed è proprio l’ambiente la prima cosa che colpisce entrando: grandi divanetti, tavolini, luci, elementi decorativi molto eleganti e quelle enormi vetrate che fanno sembrare di essere sospesi sopra New York, con i grattacieli davanti agli occhi e, ogni tanto, qualche sorpresa Marvel che attraversa quella skyline digitale.

Ma il vero motivo per cui siamo tornate è stato il desiderio di provare altri cocktail e vivere nuovamente quella particolare atmosfera.

La prima volta: Doctor Strange e il cocktail che bisogna far apparire con le arti mistiche

La prima esperienza è stata legata a Doctor Strange e, in questo caso, parlare semplicemente del cocktail sarebbe riduttivo, perché il bello comincia ancora prima di poterlo assaggiare.

Avevamo scelto il Kamar-Taj, nella versione analcolica, ma quando arriva al tavolo non ci viene semplicemente consegnato un bicchiere.

Il cocktail viene portato all’interno di uno speciale contenitore/artefatto ispirato al mondo di Doctor Strange e, a quel punto, inizia la parte più divertente dell’esperienza: bisogna utilizzare le arti mistiche, proprio come farebbe Doctor Strange, per aprire un portale e riuscire a far comparire il cocktail.

Ed è qui che un semplice aperitivo si trasforma completamente.

Il contenitore viene posizionato davanti a noi e, attraverso i movimenti delle mani tipici di Doctor Strange, si deve riuscire ad attivare il meccanismo che permette di aprirlo. Il gesto richiama proprio la creazione dei portali del personaggio e il momento in cui finalmente il contenitore si apre e compare il cocktail è una piccola scena di spettacolo nella quale siamo noi stesse a essere coinvolte.

In pratica, per qualche secondo non siamo più semplicemente sedute a un tavolo a ordinare una bevanda: siamo noi a dover fare la magia.

E quando finalmente il Kamar-Taj appare, con il suo intenso colore verde e la sua presentazione particolare, arriva anche la soddisfazione di averlo fatto comparire dal portale.

Questa esperienza è effettivamente parte integrante del cocktail e non un semplice modo originale di servirlo: anche altre descrizioni dell’esperienza confermano che il Kamar-Taj e il Runes of Kof-Kol vengono presentati all’interno di un artefatto che l’ospite deve aprire come un portale di Doctor Strange. 

Il Kamar-Taj che abbiamo scelto era la versione analcolica, preparata con Paragon Baie de Timur, bevanda al kiwi, cordial di mela verde, sciroppo al gusto di tè verde matcha, bevanda al lime e albume d’uovo.

Il risultato era un cocktail dal colore verde acceso, fresco e molto particolare anche nella consistenza, grazie alla parte spumosa che lo completava.

Accanto al Kamar-Taj abbiamo scelto anche il Runes of Kof-Kol, questa volta un cocktail alcolico, completamente diverso sia nell’aspetto sia nel carattere.

La sua composizione comprendeva vodka Grey Goose, Martini Riserva Speciale Rubino, crema di mora, nettare di cranberry, bevanda alla jabuticaba, polvere di cassis e pitaya.

Se il Kamar-Taj richiamava immediatamente la parte più luminosa e mistica del mondo di Doctor Strange, il Runes of Kof-Kol aveva invece un aspetto più scuro e misterioso, quasi fosse davvero una pozione uscita direttamente dal Sanctum Sanctorum.

E alla fine, più ancora del gusto dei cocktail, quello che ci è rimasto impresso della prima visita è stato proprio quel momento iniziale, quando il cocktail ancora non c’è, hai davanti soltanto l’artefatto e devi riuscire a farlo comparire utilizzando le arti mistiche.

È una di quelle trovate che fanno dire: ok, questa non è una semplice ordinazione al bar.

La seconda volta: arriva lo Spider-Man Day

Quando siamo tornate allo Skyline Bar, l’esperienza è stata completamente diversa perché ci siamo trovate nel pieno dello Spider-Man Day, con una proposta speciale dedicata all’Uomo Ragno.

Anche questa volta, quindi, non ci siamo limitate a scegliere un cocktail dalla carta abituale, ma abbiamo approfittato dell’occasione per provare due proposte create proprio per quella giornata.

Il primo è stato il Wall Crawler, un cocktail da 18 cl, proposto a 18 euro, preparato con Maker’s Mark bourbon, liquore ai fiori di sambuco Fiorente, sciroppo al curaçao blu, sciroppo al gusto di orzata, infusione di ibisco e concentrato di zenzero.

A colpire immediatamente era l’aspetto, con il blu nella parte inferiore e il rosso nella parte superiore, un richiamo evidente ai colori di Spider-Man, completato dalla decorazione dedicata al personaggio.

Il secondo cocktail che abbiamo scelto è stato invece la Brooklyn Ice, nella versione analcolica da 14 euro, preparata con Coca-Cola Original, sciroppo al gusto falernum, preparazione alla ciliegia e carbone vegetale.

Completamente diversa dal Wall Crawler, la Brooklyn Ice aveva un colore molto scuro, quasi nero, con una parte superiore rosata e la decorazione di Spider-Man a completare il drink.

Anche in questo caso il cocktail non era semplicemente una bevanda, ma qualcosa costruito per essere perfettamente inserito nell’evento e nel mondo del personaggio.

Due volte allo stesso bar, ma due esperienze diverse

La cosa che mi è piaciuta maggiormente delle nostre due visite è proprio questa: siamo tornate nello stesso posto, ci siamo sedute nello stesso ambiente e abbiamo vissuto due aperitivi completamente diversi.

La prima volta il protagonista era Doctor Strange, con il Kamar-Taj e il Runes of Kof-Kol e, soprattutto, con quella piccola esperienza delle arti mistiche che rende l’arrivo del cocktail qualcosa da ricordare.

La seconda volta è stato invece Spider-Man a prendere il posto d’onore, con il Wall Crawler e la Brooklyn Ice, all’interno di una proposta speciale dedicata allo Spider-Man Day.

Il locale, però, rimane sempre riconoscibile: elegante, moderno, molto newyorkese e con quella componente Marvel che non invade l’ambiente, ma emerge nei dettagli e soprattutto nella grande skyline che accompagna la permanenza.

La skyline di New York fa da sfondo all’aperitivo

Sedersi allo Skyline Bar significa avere davanti una New York completamente immersiva, con i grattacieli che si stagliano oltre le grandi vetrate e una scenografia digitale che contribuisce a creare l’illusione di trovarsi realmente sulla cima di un grattacielo di Manhattan.

La cosa bella è che questa skyline non è semplicemente uno sfondo statico: fa parte dell’esperienza del locale e può trasformarsi, mostrando elementi legati all’universo Marvel.

Il progetto del Disney Hotel New York – The Art of Marvel punta proprio a fondere l’eleganza della città di New York con il mondo dei supereroi e lo Skyline Bar è probabilmente uno degli ambienti in cui questo connubio si percepisce maggiormente. 

Sedute davanti a quelle vetrate, con il cocktail davanti e la skyline alle nostre spalle, la sensazione è davvero particolare: siamo a Disneyland Paris, ma per un momento sembra di essere dall’altra parte dell’oceano.

Quanto costa un aperitivo allo Skyline Bar?

I prezzi che abbiamo trovato nelle nostre due visite erano differenti proprio perché si trattava di proposte diverse.

Il Kamar-Taj analcolico costava 20 euro, mentre il Runes of Kof-Kol era proposto a 25 euro.

Durante lo Spider-Man Day, invece, il Wall Crawler costava 18 euro e la Brooklyn Ice analcolica 14 euro.

Naturalmente menu, prezzi e proposte speciali possono cambiare, quindi queste cifre sono quelle relative alle nostre esperienze e non vanno considerate come un listino valido in qualsiasi momento.

In ogni caso, quando si valuta il costo di questi cocktail, bisogna considerare anche la componente esperienziale: nel caso del Kamar-Taj, ad esempio, non stiamo pagando soltanto quello che viene versato nel bicchiere, ma anche tutta la piccola esperienza che accompagna il servizio e che ci coinvolge direttamente.

Vale la pena provare lo Skyline Bar?

Dopo esserci state due volte, direi proprio di sì, soprattutto se siete appassionati dell’universo Marvel e avete voglia di vivere Disneyland Paris anche al di fuori delle attrazioni dei parchi.

La cosa che mi piace dello Skyline Bar è che riesce a mantenere quell’eleganza da cocktail bar newyorkese senza perdere il legame con Marvel, e ogni proposta speciale può aggiungere qualcosa di nuovo all’esperienza.

La prima volta abbiamo avuto Doctor Strange, il Kamar-Taj da far comparire attraverso le arti mistiche e il Runes of Kof-Kol.

La seconda volta abbiamo trovato Spider-Man Day, con il Wall Crawler e la Brooklyn Ice.

Due occasioni diverse, quattro cocktail e due modi completamente differenti di vivere lo stesso locale.

E se dovessi scegliere il momento che più mi è rimasto impresso, probabilmente non sceglierei nemmeno il cocktail in sé, ma quei pochi secondi in cui davanti a noi c’era l’artefatto di Doctor Strange e dovevamo riuscire ad aprire il portale per far comparire il Kamar-Taj.

Perché alla fine è proprio questo che mi aspetto da Disneyland Paris: non soltanto un buon cocktail, ma la possibilità di giocare ancora un po’, anche quando il cocktail è già arrivato al tavolo.

E allo Skyline Bar, almeno per noi, è successo proprio questo.

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