
Parigi riesce ancora una volta a sorprendermi con una di quelle esperienze che, pur trovandosi a pochi chilometri da casa, riescono per qualche ora a trasportarti dall’altra parte del mondo, e questa volta il viaggio ci ha portate direttamente in Giappone, grazie a PASSION JAPON, la grande mostra immersiva allestita all’Espace Chapiteaux de La Villette, nel 19° arrondissement di Parigi.
Non avevo davanti la classica mostra nella quale si entra, si osservano alcuni quadri appesi alle pareti e si esce dopo aver fatto il giro delle sale, perché PASSION JAPON è stata pensata proprio per accompagnare il visitatore dentro un racconto, alternando grandi scenografie a grandezza naturale, oggetti autentici e pezzi da collezione, spiegazioni, ambientazioni sonore e visive e, soprattutto, una grande esperienza immersiva dedicata alle celebri stampe giapponesi.
L’intero percorso occupa oltre 2.200 metri quadrati e la durata indicativa della visita è di circa un’ora e mezza, anche se naturalmente il tempo può cambiare in base a quanto ci si sofferma davanti alle varie installazioni.
PASSION JAPON: appena entri sembra davvero di partire
Il percorso comincia con l’idea di attraversare una sorta di confine tra la nostra realtà e quella giapponese, rappresentato dai torii, i tradizionali portali che nella cultura shintoista segnano il passaggio verso uno spazio sacro.
Da quel momento in poi la sensazione è quella di essere entrati in un altro mondo, perché le ambientazioni non sono semplicemente decorative ma cercano di ricreare luoghi, atmosfere e situazioni della vita giapponese, permettendo al visitatore di camminare attraverso strade, negozi e ambientazioni ricostruiti a grandezza naturale.
La mostra accompagna così il visitatore attraverso diversi volti del Paese, passando dal Giappone tradizionale a quello contemporaneo e toccando mondi apparentemente molto diversi tra loro, come la cerimonia del tè, la gastronomia, la moda, i manga, il cosplay, i samurai e la grande tradizione artistica giapponese.
Tra Kyoto, Tokyo e le tradizioni giapponesi
Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è proprio il modo in cui la mostra riesce a mettere insieme tradizione e modernità senza trasformare il Giappone in una semplice cartolina turistica.
Da una parte troviamo il mondo dei samurai, dei kimono, delle maschere, del teatro e delle antiche stampe, mentre dall’altra compaiono manga, anime, cosplay e la Tokyo contemporanea.
Il percorso passa anche attraverso la riproduzione di un yokochō, quelle caratteristiche viuzze giapponesi nelle quali si concentrano piccoli ristoranti, bar e izakaya, permettendo di sbirciare dentro una realtà molto diversa da quella che normalmente incontriamo durante una visita turistica.
Ed è proprio qui che ho iniziato a scattare fotografie praticamente a tutto, perché ogni angolo sembrava avere qualcosa da raccontare.
Kimono, tessuti e colori che sembrano usciti da un dipinto
La parte dedicata ai tessuti è stata sicuramente una di quelle che mi hanno attirata maggiormente.
Kimono dai colori intensi, motivi floreali, decorazioni geometriche, tessuti ricamati e obi mostrano quanto l’abbigliamento tradizionale giapponese sia molto più di un semplice vestito, perché ogni elemento contribuisce alla composizione dell’insieme.
Tra le fotografie che ho scattato si vedono anche diversi capi esposti sui manichini, alcuni caratterizzati da tonalità molto più sobrie e raffinate, altri invece esplodono letteralmente di arancio, rosa, oro e rosso, dimostrando quanto possa essere spettacolare la tradizione tessile giapponese.
Accanto ai kimono, le esposizioni dedicate ai tessuti e agli oggetti permettono di osservare da vicino una quantità incredibile di dettagli che, durante un viaggio in Giappone, probabilmente richiederebbero giorni e giorni per essere scoperti.
Le stampe giapponesi e l’ukiyo-e
Poi arriva una delle parti più spettacolari dell’intera esperienza, quella dedicata all’ukiyo-e, l’arte delle stampe giapponesi che ha avuto un’enorme influenza anche sull’arte occidentale.
Durante la visita abbiamo potuto vedere alcune stampe antiche, con paesaggi, guerrieri, attori e scene della vita quotidiana.
Guardare queste opere da vicino permette di rendersi conto di quanto lavoro ci fosse dietro una stampa che oggi potremmo quasi considerare una semplice illustrazione, perché ogni linea, ogni colore e ogni dettaglio aveva un ruolo preciso.
Ma la vera sorpresa arriva quando queste immagini smettono di essere semplicemente appese a una parete.
Le opere di Hokusai, Hiroshige e degli altri grandi maestri dell’ukiyo-e prendono vita attraverso proiezioni monumentali e animazioni digitali, trasformando le celebri stampe in un ambiente nel quale il visitatore si trova letteralmente circondato dalle immagini.
E vedere la famosa Grande Onda di Hokusai in questo modo è tutta un’altra cosa rispetto a guardarla riprodotta su un libro o sullo schermo di un telefono, perché improvvisamente l’opera diventa spazio, movimento, suono e luce.
Samurai, teatro e maschere
Il Giappone raccontato da PASSION JAPON passa naturalmente anche attraverso i samurai, e una delle fotografie che ho scattato mostra proprio una grande armatura tradizionale.
Vederla da vicino fa un certo effetto, perché l’armatura è complessa, piena di elementi e dettagli, e comunica immediatamente l’importanza che queste figure hanno avuto nell’immaginario storico del Paese.
Accanto a questo mondo decisamente più guerriero, la mostra porta anche nel mondo dello spettacolo tradizionale, attraverso il teatro e le maschere, comprese quelle legate al teatro Nō.
Le maschere che abbiamo fotografato sono particolarmente affascinanti proprio perché sembrano avere espressioni immobili, quasi enigmatiche, ma nella tradizione teatrale giapponese il loro significato cambia in relazione alla posizione e alla luce, diventando capaci di trasmettere emozioni molto diverse.
Le piccole cose raccontano una grande cultura
Una delle caratteristiche che ho apprezzato di più è che la mostra non si limita ai grandi simboli del Giappone, ma dedica spazio anche agli oggetti che appartengono alla quotidianità.
Bacchette, ciotole, piatti, tessuti, accessori, calzature, tabi, piccoli oggetti decorativi e ornamenti per capelli permettono infatti di scoprire un Giappone molto più concreto, fatto di cose che le persone utilizzano o hanno utilizzato realmente nella loro vita quotidiana.
E poi arrivano le Kokeshi, le caratteristiche bambole di legno, insieme ai Daruma, quei piccoli personaggi tondeggianti diventati uno dei simboli più riconoscibili della cultura giapponese.
I Daruma sono legati alla perseveranza e alla realizzazione dei propri obiettivi e tradizionalmente vengono utilizzati come portafortuna, tanto che il loro caratteristico volto con gli occhi bianchi diventa anche un piccolo rituale personale legato a un desiderio o a un traguardo.
E poi arriva la parte che potrebbe farmi spendere tutto
Dopo aver attraversato il percorso espositivo, naturalmente, si arriva alla boutique, e qui confesso che la faccenda diventa pericolosa per il portafoglio.
Tessuti, kimono, accessori, calze tabi, bacchette decorate, ceramiche, bambole, Daruma, piccoli oggetti tradizionali e tantissime idee regalo sono disposte in modo da continuare il viaggio anche dopo essere usciti dalle sale.
Tra le cose che ho fotografato ci sono delle splendide stoffe decorate, bellissime ceramiche blu e bianche, bacchette con paesaggi giapponesi, calzature tradizionali e persino accessori per capelli.
Mi sono soffermata parecchio anche davanti alle calze tabi, che vengono proposte in tantissime fantasie, dalle più tradizionali a quelle decisamente più divertenti, perché anche un oggetto apparentemente semplicissimo può diventare un piccolo pezzo di cultura giapponese.
Il Giappone passa anche dalla tavola
E dopo aver guardato, fotografato e probabilmente desiderato metà del negozio, il nostro viaggio nel Giappone è arrivato anche a tavola.
La mostra dispone infatti di uno spazio Food & Beverage di ispirazione giapponese, previsto proprio come conclusione dell’esperienza.
E noi naturalmente non potevamo non assaggiare qualcosa.
Noi abbiamo scelto gyōza, takoyaki e bocconcini fritti, accompagnati dalle salse che caratterizzano molti dei piatti dello street food giapponese.
Diciamo che dopo un’ora e mezza trascorsa a camminare dentro il Giappone, arrivare davanti a un piatto di specialità giapponesi è stato un finale praticamente obbligatorio.
Un viaggio nel Giappone antico e contemporaneo
La cosa che mi è rimasta più impressa di PASSION JAPON è proprio la capacità di non raccontare un’immagine unica e stereotipata del Giappone.
Il percorso mette insieme Kyoto e Tokyo, tradizione e tecnologia, samurai e manga, kimono e cosplay, cerimonia del tè e cultura pop, arte antica e proiezioni digitali, creando un racconto nel quale il passato non viene separato dal presente ma continua a convivere con esso.
Ed è forse questo il motivo per cui la mostra funziona così bene anche per chi, come me, non conosce in maniera approfondita la storia e la cultura giapponese: non bisogna essere esperti di arte o di Giappone per lasciarsi coinvolgere, perché il percorso parla attraverso immagini, colori, suoni, oggetti e ambientazioni.
Alla fine della visita ho avuto proprio la sensazione di aver fatto un piccolo viaggio, senza dover prendere un aereo e senza uscire da Parigi.
E forse è questa la magia delle mostre immersive fatte bene: non si limitano a raccontarti un luogo, ma per qualche ora riescono a farti sentire davvero lì.
Informazioni utili per visitare PASSION JAPON a La Villette
PASSION JAPON – L’exposition immersive si trova presso l’Espace Chapiteaux de La Villette, Quai de la Charente, 75019 Paris.
La mostra è aperta fino al 23 agosto 2026 e la visita dura indicativamente un’ora e mezza, anche se il tempo può naturalmente variare in base a quanto ci si sofferma nelle varie installazioni.
Gli orari, i prezzi e le eventuali condizioni di ingresso possono essere verificati sul sito ufficiale prima della visita.
Per arrivare si può utilizzare la linea 5 della metropolitana fino a Porte de Pantin, oppure la linea 7 fino a Corentin Cariou o Porte de la Villette, con circa dieci minuti di cammino.
PASSION JAPON
📍 Espace Chapiteaux – La Villette, Quai de la Charente, 75019 Paris
📅 fino al 23 agosto 2026
⏱️ Durata indicativa: circa 90 minuti
🚇 Métro 5 – Porte de Pantin
🇯🇵 Un viaggio immersivo tra il Giappone tradizionale e quello contemporaneo
Per informazioni e biglietti è consigliabile consultare il sito ufficiale di PASSION JAPON.
Il mio consiglio
Se siete a Parigi e avete voglia di fare qualcosa di diverso dal solito, PASSION JAPON è una visita che consiglio, soprattutto se vi affascina la cultura giapponese ma non avete mai avuto l’occasione di visitare il Giappone.
Non aspettatevi semplicemente una mostra di quadri, perché sarebbe riduttivo: preparatevi piuttosto a camminare dentro un racconto che mescola arte, storia, tradizioni, tecnologia, moda, gastronomia e cultura pop.
Io sono entrata pensando di visitare una mostra sul Giappone e sono uscita con la sensazione di aver fatto, per qualche ora, un piccolo viaggio dall’altra parte del mondo.
E per una volta, senza nemmeno dover prendere l’aereo 🇯🇵❤️
