Musée Grévin di Parigi: il museo delle cere che continua a stupire, tra storia, personaggi famosi e la nuova area di One Piece

Quando si organizza un viaggio a Parigi, è quasi inevitabile pensare subito alla Torre Eiffel, al Louvre, a Montmartre o a una passeggiata lungo la Senna. Dopo diverse visite nella capitale francese, però, nasce anche la voglia di riscoprire luoghi che magari avevamo già visto tanti anni prima oppure di entrare in attrazioni che, per un motivo o per l’altro, erano rimaste fuori dall’itinerario. Per me il Musée Grévin rappresenta entrambe le cose.

La prima volta che ho visitato questo museo era il 1991. All’epoca ero rimasta affascinata dall’idea di poter vedere così da vicino personaggi famosi che fino a quel momento avevo conosciuto soltanto attraverso la televisione o le riviste. Tornarci oggi, dopo più di trent’anni, ha avuto un sapore completamente diverso. Non è stato soltanto un viaggio dentro un museo, ma anche un piccolo viaggio nei miei ricordi.

Molte cose sono cambiate, altre invece sono rimaste fedeli alla loro storia. Il Grévin che ho ritrovato è un museo molto più moderno, dinamico e coinvolgente rispetto a quello che ricordavo, capace di rinnovarsi continuamente senza perdere quel fascino elegante che lo accompagna fin dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 1882.

Pensavo di trascorrere un paio d’ore fotografando qualche statua famosa e invece mi sono ritrovata a rallentare continuamente il passo, osservando soffitti decorati, scenografie spettacolari, installazioni immersive e ambientazioni curate nei minimi dettagli. È proprio questo che, secondo me, rende il Musée Grévin diverso da molti altri musei delle cere: ogni sala racconta una storia e invita il visitatore a diventarne parte.

Un edificio che merita già da solo la visita

Ancora prima di incontrare il primo personaggio famoso, sono rimasta con il naso all’insù.

Il palazzo che ospita il Musée Grévin è uno splendido edificio in stile Belle Époque, dove ogni ambiente trasmette l’eleganza della Parigi di fine Ottocento. Colonne, stucchi dorati, lampadari, balconate e soffitti affrescati accompagnano il visitatore fin dall’ingresso, creando un’atmosfera che ricorda quella dei grandi teatri della capitale francese.

Sono dettagli che molti rischiano di osservare soltanto di sfuggita, presi dall’entusiasmo di raggiungere le prime statue, ma vi consiglio davvero di prendervi qualche minuto per guardarvi intorno. Anche senza i personaggi di cera, questo edificio avrebbe comunque un fascino straordinario.

Una delle sale che mi ha colpita di più è stata la Salle des Colonnes, probabilmente uno degli ambienti più eleganti dell’intero museo. Le fotografie non riescono a restituire completamente la sensazione che si prova dal vivo, quando lo sguardo continua a spostarsi dalle statue all’architettura e viceversa.

Il Palais des Mirages: una sorpresa che non passa mai di moda

Tra le attrazioni storiche del Musée Grévin trova spazio anche il magnifico Palais des Mirages, un ambiente che continua a incantare i visitatori da oltre un secolo.

Entrare in questa sala significa ritrovarsi circondati da specchi, giochi di luce e illusioni ottiche che moltiplicano gli spazi all’infinito. Le pareti sembrano scomparire, i riflessi si rincorrono creando scenari quasi fiabeschi e, per qualche minuto, si ha davvero l’impressione di essere entrati in un palazzo orientale senza fine.

Ricordavo questa sala dalla mia visita del 1991 e ritrovarla ancora oggi è stato emozionante. Alcune attrazioni non hanno bisogno di effetti speciali moderni per stupire: basta la loro capacità di affascinare generazioni diverse.

Un viaggio attraverso la storia della Francia

Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente riguarda proprio il modo in cui il museo accompagna il visitatore attraverso i secoli.

Il percorso inizia con la Preistoria, prosegue con i Galli e Vercingetorige, attraversa il Medioevo, il Rinascimento e arriva fino ai grandi protagonisti della storia francese. Leonardo da Vinci accoglie i visitatori insieme a Francesco I, mentre poco più avanti si incontrano Luigi XIV, Napoleone Bonaparte, Giovanna d’Arco, Luigi XVI, Marat e Charles de Gaulle.

Ogni scena è costruita come un piccolo spettacolo teatrale. Non si osserva soltanto una statua, ma un vero momento storico ricostruito attraverso scenografie, costumi e giochi di luce che rendono tutto molto più coinvolgente.

Davanti ad alcune ricostruzioni mi sono fermata diversi minuti, non tanto per fotografarle, quanto per osservare la cura con cui erano state realizzate.

Cinema, musica e sport: impossibile non trovare il proprio personaggio preferito

Proseguendo lungo il percorso si entra nel mondo dello spettacolo.

Hollywood, musica internazionale, televisione, sport e moda convivono in un susseguirsi di ambientazioni che cambiano continuamente atmosfera.

Ho sorriso fotografandomi accanto a Brad Pitt, Tom Hanks, Leonardo DiCaprio, George Clooney e Marilyn Monroe, così come mi sono divertita a incontrare Michael Jackson, Lady Gaga, David Bowie, Elvis Presley, Elton John, Beyoncé e Céline Dion.

Gli appassionati di calcio troveranno Cristiano Ronaldo, Lionel Messi e Zinedine Zidane, mentre chi ama la moda potrà avvicinarsi a Coco Chanel, Jean-Paul Gaultier e Cara Delevingne.

La sensazione più curiosa? In alcuni casi bisogna davvero avvicinarsi parecchio per convincersi che davanti non ci sia una persona in carne e ossa. Gli occhi sembrano vivi, le espressioni sono incredibilmente naturali e perfino le mani mostrano piccoli dettagli che normalmente passerebbero inosservati.

Dai fumetti francesi alla nuova area permanente di One Piece

Una delle cose che più mi è piaciuta del Musée Grévin è la sua capacità di parlare a generazioni completamente diverse. Nel giro di pochi passi si passa dalla storia della Francia ai grandi protagonisti del cinema, poi ci si ritrova davanti ai personaggi dei fumetti che hanno accompagnato l’infanzia di milioni di persone e, subito dopo, si entra nel mondo dei manga.

Naturalmente non potevano mancare Asterix, Obelix e Idefix, autentiche icone della cultura francese. Vivendo in Francia ho imparato quanto questi personaggi siano amati e quanto facciano parte dell’identità del Paese, quindi ritrovarli qui è stato quasi inevitabile. L’ambientazione è allegra, colorata e invita subito a fermarsi per qualche fotografia.

Mi sono divertita anche con Charlie Chaplin, uno dei personaggi più simpatici del percorso. Il museo mette perfino a disposizione alcuni cappelli da indossare per ricreare il suo look e, naturalmente, non ho resistito alla tentazione di scattare una foto.

Un’altra sala che mi ha fatto sorridere è quella dedicata al Piccolo Principe, dove Antoine de Saint-Exupéry sembra accompagnare ancora oggi il suo personaggio più famoso. Poco più avanti si incontrano anche Oggy, Ladybug e Chat Noir, Scrat dell’Era Glaciale e altri protagonisti dell’animazione, rendendo questa parte del museo perfetta anche per i bambini.

One Piece: la grande novità del Musée Grévin

Tra le sorprese più belle della mia visita trova sicuramente posto la nuova area permanente dedicata a One Piece, inaugurata nel 2026.

Anche chi non segue il celebre manga di Eiichirō Oda rimane colpito dalla qualità delle scenografie e dall’attenzione ai dettagli. L’impressione è quella di essere entrati direttamente nell’universo della ciurma di Cappello di Paglia.

Luffy, Zoro, Nami, Sanji, Robin, Chopper, Usopp, Franky, Brook e Jinbe sono riprodotti con una fedeltà incredibile e inseriti in un’ambientazione realizzata in collaborazione con Toei Animation. Ogni angolo è stato pensato per permettere ai visitatori di entrare letteralmente nella scena e scattare fotografie come se facessero parte dell’equipaggio.

Osservando le persone che visitavano questa sala ho avuto la conferma di quanto One Piece sia ormai un fenomeno mondiale. Bambini, ragazzi e adulti aspettavano pazientemente il proprio turno per fotografarsi con i personaggi preferiti, segno che questa nuova area è già diventata una delle più amate dell’intero museo.

Il laboratorio: la parte che mi ha sorpresa di più

Se dovessi scegliere la sezione che mi ha colpita maggiormente, probabilmente indicherei proprio il laboratorio.

Prima della visita pensavo che il bello del Musée Grévin fossero esclusivamente le statue finite. In realtà, scoprire tutto il lavoro che si nasconde dietro ogni personaggio è stato ancora più interessante.

Teste ancora in lavorazione, mani dipinte una ad una, occhi, strumenti degli scultori, calchi e pannelli esplicativi permettono di seguire tutte le fasi della realizzazione di una statua.

Sapere che ogni capello viene inserito manualmente e che per completare un personaggio possono essere necessari diversi mesi di lavoro fa guardare il museo con occhi completamente diversi.

Da quel momento ho iniziato a osservare ogni statua cercando i dettagli che fino a pochi minuti prima mi erano completamente sfuggiti.

Un museo che continua a evolversi

Ripensando alla mia visita del 1991, credo che la differenza più evidente sia proprio questa.

Il Musée Grévin non si limita più a esporre statue di cera, ma costruisce vere esperienze immersive. Le scenografie sono diventate protagoniste quanto i personaggi, le installazioni interattive coinvolgono il visitatore e ogni nuova sala racconta una storia diversa.

Proprio questa capacità di rinnovarsi senza dimenticare le proprie origini gli permette di rimanere una delle attrazioni più interessanti di Parigi anche dopo oltre centoquarant’anni dalla sua apertura.

Vale la pena visitarlo?

La mia risposta è sì, senza alcun dubbio.

Entrare al Musée Grévin significa concedersi qualche ora di leggerezza, ma anche scoprire un luogo dove storia, arte, cultura popolare e divertimento convivono in perfetto equilibrio.

Sono uscita ripensando a quella ragazza che, nel 1991, passeggiava tra queste stesse sale con occhi pieni di curiosità. Non avrei mai immaginato che, più di trent’anni dopo, sarei tornata qui vivendo in Francia e raccontando questa esperienza sul mio blog.

È stato bello riscoprire un luogo capace di crescere insieme al suo pubblico, mantenendo intatto il proprio fascino e aggiungendo, anno dopo anno, nuove ragioni per tornare.

Se state organizzando un viaggio a Parigi e volete inserire nel vostro itinerario un’attrazione diversa dai grandi classici, il Musée Grévin merita assolutamente una visita. Andateci senza fretta, alzate spesso lo sguardo per ammirare l’architettura del palazzo e concedetevi il tempo di osservare anche quei dettagli che, a una prima occhiata, potrebbero passare inosservati. Sono proprio loro ad aver reso questa visita una delle sorprese più piacevoli del mio soggiorno nella capitale francese.

Informazioni utili

Musée Grévin

📍 10 Boulevard Montmartre, 75009 Parigi, Francia

🚇 Metro: Grands Boulevards (linee 8 e 9)

🕒 Durata consigliata della visita: dalle 2 alle 3 ore.

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