Marvel Therapy – Episodio 12: Gamora e il trauma di famiglia: quando tuo padre è un genocida

Gamora è quella che entra in seduta vestita da guerra, armatura lucidata e mascella serrata.

“Non ho bisogno di nessuno,” dice. Classico.

Poi guarda per terra. Silenzio. Due lacrime. Una al ricordo dell’infanzia passata a giocare a “Chi resta vivo oggi?”, l’altra per quel momento tenero in cui Thanos le insegnava a usare un’arma come fosse un peluche.

Essere cresciuti con un genocida come padre ha i suoi effetti collaterali. Tipo che non distingui più il confine tra amore e annientamento emotivo. Che ti sembra romantico uno che balla male nello spazio mentre ti salva la vita, salvo poi lasciarti a gestire l’apocalisse interiore.

Diagnosi:

Trauma da abuso relazionale (livello: Thanos)

Isolamento affettivo cronico

Disturbo da controllo emotivo, che alterna modalità “regina del gelo” e “cucciola ferita che vuole solo un abbraccio”

Terapia:

1. Smettere di salvare chi non ti ha chiesto di essere salvato.

2. Stabilire una relazione stabile con se stessa (spoiler: sarà più difficile che rubare la Gemma dell’Anima).

3. Respirare ogni volta che qualcuno dice la parola “famiglia”.

4. Un gruppo di supporto per figlie di genitori tossici (spoiler 2: la sede è piena).

Perché amare non dev’essere sempre una guerra. E la fiducia non dovrebbe essere un’arma.

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