
Gamora è quella che entra in seduta vestita da guerra, armatura lucidata e mascella serrata.
“Non ho bisogno di nessuno,” dice. Classico.
Poi guarda per terra. Silenzio. Due lacrime. Una al ricordo dell’infanzia passata a giocare a “Chi resta vivo oggi?”, l’altra per quel momento tenero in cui Thanos le insegnava a usare un’arma come fosse un peluche.
Essere cresciuti con un genocida come padre ha i suoi effetti collaterali. Tipo che non distingui più il confine tra amore e annientamento emotivo. Che ti sembra romantico uno che balla male nello spazio mentre ti salva la vita, salvo poi lasciarti a gestire l’apocalisse interiore.
Diagnosi:
Trauma da abuso relazionale (livello: Thanos)
Isolamento affettivo cronico
Disturbo da controllo emotivo, che alterna modalità “regina del gelo” e “cucciola ferita che vuole solo un abbraccio”
Terapia:
1. Smettere di salvare chi non ti ha chiesto di essere salvato.
2. Stabilire una relazione stabile con se stessa (spoiler: sarà più difficile che rubare la Gemma dell’Anima).
3. Respirare ogni volta che qualcuno dice la parola “famiglia”.
4. Un gruppo di supporto per figlie di genitori tossici (spoiler 2: la sede è piena).
Perché amare non dev’essere sempre una guerra. E la fiducia non dovrebbe essere un’arma.
