
Natasha Romanoff è quella che ti guarda come se avesse già letto tutte le tue bugie, le tue password e i messaggi che cancelli prima di inviarli.
Sguardo da “ti giudico ma con eleganza”, cammina come se stesse sempre andando a vendicarsi di qualcosa. Anche solo del barista che ha sbagliato il caffè.
Specializzata in:
– scomparire prima della conversazione “dove stiamo andando?”
– relazioni complicate con persone armate
– risolvere i traumi degli altri mentre ignora i suoi con grazia da ballerina del KGB.
Diagnosi: sindrome del “sono fine, è il mondo che è rotto” + trauma da eccesso di flashback in slow motion.
Terapia: tre giorni in pigiama, una commedia romantica con zero esplosioni, e una bottiglia di vino che non contenga verità scomode. Ah, e un’amica che la fermi ogni volta che dice “non ho bisogno di nessuno” mentre lucida coltelli.
