Il problema non è lei, è il calcettaro moralista

Dedicato con amore al papà dell’anno, quello che ha scoperto che la maestra dell’asilo di suo figlio era anche su OnlyFans e, turbato nel profondo del suo spirito casto (ma con l’abbonamento attivo, sia chiaro), ha pensato bene di condividere le foto nel gruppo WhatsApp del calcetto. Perché si sa, nulla cementa un’amicizia tra maschi come un po’ di revenge porn fatto col dito tremante e la morale sotto braccio.

Elena Maraga, maestra d’asilo e anche attiva su OnlyFans, è stata licenziata da una scuola cattolica. Ripetiamolo: scuola cattolica. Ora, a me personalmente se una suora mi guarda storto mi sento ancora in colpa per cose che ho pensato nel 1997, quindi capisco che “fare la maestra in una scuola gestita da suore” e “guadagnare con il proprio corpo nel tempo libero” siano due cose che in Italia, nel 2025, ancora non si possono tenere insieme. E no, non è giusto. Ma è così. È come presentarsi a un vegano con una fiorentina: puoi anche farlo, ma poi non stupirti se ti guardano come se avessi ucciso Bambi a mani nude.

Ma torniamo al protagonista di questa favola moderna: il papà che va su OnlyFans, ci resta male, salva le foto illegalmente (spoiler: è reato) e poi le gira agli amici come figurine Panini.
Caro genio, se ti sei scandalizzato così tanto, bastava chiudere la pagina e andare a confessarti.
Invece no: l’impulso di punire la donna per averti eccitato più del previsto è stato più forte. Perché sì, alla fine è sempre questo il punto: non reggono il fatto che una donna possa fare soldi col proprio corpo senza dover dire grazie a nessuno. Nemmeno a loro.

E quindi si parte col circo dell’indignazione: “Ma che esempio dà ai bambini?”, “Ma è una maestra!”.
E io mi chiedo: ma chi l’ha vista su OnlyFans, i bambini o i papà dei bambini col braccino corto e le manine veloci?
No perché il problema non è che Elena Maraga aveva un profilo OnlyFans.
Il problema è che un adulto che frequenta quel sito ha pensato bene di trasformare la sua eccitazione in una gogna.

E se vogliamo dirla tutta: in un paese in cui si insegnano ancora i Dieci Comandamenti a scuola e si mettono le statue della Madonna nei corridoi, non sarebbe male ricordare anche quel comandamento poco trendy: “non rubare”.
Sì, anche se rubi una foto.
Sì, anche se è erotica.
Sì, anche se ti senti il salvatore dei bambini mentre la giri a tutti.

Elena ha perso il lavoro, il calcettaro si sarà preso gli applausi dei suoi amici e internet si divide tra “eh però lavora con i bambini” e “eh però è il suo corpo, fa quel che vuole”.
Io dico solo questo:
Il punto non è se Elena potesse o meno lavorare lì, perché chi lavora in certe scuole purtroppo deve ancora stare attento a non bestemmiare mentalmente.
Il punto è che il suo “scandalo” l’ha creato un uomo che, invece di gestire le sue pulsioni, ha deciso di gestire la reputazione di un’altra.
E questo, amici miei, è molto meno cattolico di un seno nudo su un sito a pagamento.

Amen. E passatevi la palla, non le foto.

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