
Oggi ho voluto fare un test 😁
Eh lo so, sono una stronza.
Ma ogni tanto ci vuole.
C’è quello dei cuori, uno, due, tre… la sua mano è più affettuosa di lui.
E io? Io sono stata a guardare.
Poi, oggi, ho deciso di lanciare l’amo.
Scrivo:
“Guarda che se continui con i cuoricini poi io mi illudo, mi faccio film, scrivo la sceneggiatura e vinco pure un Oscar. Ferma la mano.”
Palese che stessi prendendolo per il culo.
E lui:
“La mano va da sola 🤣”
Io, ancora più stronza 😈
“Ah perfetto, quindi se un giorno ti scivola anche un ‘ti va una birra’ saprò che era colpa della mano 😂”
Panico e paura.
I puntini di scrittura ballano la samba.
Poi, la risposta:
“Uff
Ti abbendi troppo
Mi dà fastidio”
E niente il “bambino” non ha retto e poi ancora “Corri a farci un post”
Ma certo amore.
Non vedevo l’ora.
Quindi sì, caro:
Sei stato promosso a personaggio secondario con emoji ricorrente.
Ma guarda che è già un onore.
Quindi se metti cuori, sii pronto a sostenere il seguito, perché io purtroppo sono stronza fino al midollo 😁
E ora vogliamo analizzare tutto sto popò di test? (cara mia dottoressa hai creato un mostro 😁)
Fase 1: Like seriale (o corteggiamento passivo)
Mette cuori a ripetizione.
Non scrive, non parla, non propone nulla.
Questo è il classico atteggiamento da “ti tengo d’occhio ma non rischio”.
Sta lì a tastare il terreno senza esporsi davvero, sperando che tu faccia il primo passo e magari anche il secondo, il terzo e la dichiarazione con anello.
Tradotto:
“Mi piaci, ma ho bisogno che tu mi piaccia senza che io debba espormi troppo. Così, se va male, posso dire che stavo solo reagendo alle storie.”
Fase 2: La risposta ironica lo spiazza
Ironizzi. Prendi il gioco, lo ribalti e lo rendi tuo.
“Guarda che se continui con i cuoricini poi io mi illudo…”
“Ah perfetto, quindi se un giorno ti scivola anche un ‘ti va una birra’…”
Risposte brillanti (sì me lo dico da sola), leggere, ma che espongono il meccanismo.
Lì va in tilt. Perché ha perso il controllo.
L’ironia femminile smaschera le intenzioni tiepide molto più di una domanda diretta.
Fase 3: Mini crisi di identità
La sua risposta:
“Uff, ti abbendi troppo. Mi dà fastidio. Ti ho messo un like.”
Qui succedono tre cose insieme:
1. Minimizza (per proteggersi: “era solo un like”)
2. Accusa (scarica su di te l’eccesso: “ti abbendi troppo”)
3. Si ritira (ma con tono passivo-aggressivo)
Questo è il tipico comportamento da “mi sento vulnerabile e mi vergogno di esserlo”.
Ti fa passare per esagerata, quando in realtà stavi solo giocando al suo stesso gioco con più stile.
Fase 4: Il colpo di coda da clown
“Corri a farci un post 🤣”
Qui prova a rimettersi in posizione di superiorità emotiva, cercando di ridicolizzare la situazione prima che tu lo faccia davvero.
È un tentativo disperato di recuperare potere e far finta che fosse tutto un gioco da parte sua, non tua.
Ma ormai la frittata è fatta: il bluff è scoperto.
Conclusione psicologico-satirica
Il test ha funzionato: ho rivelato una persona che usa i like per sentirsi vivo ma non è pronta per la vita vera, né per il minimo rischio emotivo.
Vuole attenzione ma non dialogo, presenza ma non realtà, e soprattutto non vuole sentirsi messo in discussione da qualcuno più brillante di lui.
Gli è stato tolto il giocattolo.
E i bambini, si sa, piangono e vanno a nascondersi.
Per la parcella vi mando l’Iban 😂
