Cosa ci insegna oggi “Pu**ane” di Maglie: il sesso a pagamento spiegato senza ipocrisia

Questo libro, “Puttane. Il mestiere più antico del mondo ai tempi di Internet e del COVID”, l’avevo letto un paio d’anni fa. E già allora mi aveva lasciato quella sensazione strana: tipo quando assaggi qualcosa che ti spiazza, ma poi ti accorgi che ne avevi bisogno. L’ho ripreso in mano da poco — ché a volte rileggere certe cose fa più effetto di una seduta dallo psicologo. Solo che la Maglie, invece del lettino, ti sbatte direttamente contro la vetrina del mondo. Crudo, sporco, vero. E pure digitale.

Il tema? Semplice e complicatissimo: il sesso a pagamento. Che non è più solo sul marciapiede o dietro una porta socchiusa. Oggi lo trovi a colpi di click, dentro un direct, travestito da relazione, abbellito con filtri Instagram e PayPal. E Maria Giovanna — che la si ami o la si detesti, ma ignorarla no — prende questa realtà e te la serve su un piatto freddo, senza guarnizione né zuccherini. E ti dice: ecco, guarda, è così che gira il mondo oggi. Se ti sconvolge, sei fuori tempo massimo.

Le nuove “puttane”, nel libro, sono donne che decidono. Non tutte, certo — ci sono ancora quelle sfruttate, maltrattate, incastrate. Ma c’è anche un esercito silenzioso che sceglie, organizza, guadagna, gestisce. Che magari ha una laurea e una strategia di marketing. Che non “subisce”, ma fattura. E tu, che magari ti credevi evoluta col contratto part-time e la riunione su Zoom, cominci a farti delle domande.

Durante il COVID, mentre noi ci lanciavamo nei lievitati e diventavamo esperte di igienizzanti, qualcuna ha aperto un profilo a pagamento e ha cominciato a vendere feticismi in HD. Non c’è giudizio nel libro. C’è una fotografia. Nitida. Senza Photoshop. E l’effetto è che mentre leggi, ti senti un po’ ipocrita, un po’ ignorante, e parecchio impreparata.

La Maglie non si perde in femminismi da rotocalco o solidarietà pelosa. Lei prende il mestiere più antico del mondo, lo scrolla dalla polvere, lo guarda dritto negli occhi e dice: eccolo, com’è diventato. Ai tempi di internet e della pandemia. Con le donne (alcune) al volante, e gli uomini che pagano ancora, ma stavolta anche per sentirsi dire “ciao amore” da una ventiduenne con le ciglia finte e la partita IVA.

E quindi no, non è un libro da ombrellone. Non è leggero, non è carino, non ti fa sentire “giusta”. Ma è utile, spietato, a tratti esilarante nella sua brutalità. E soprattutto ti costringe a farti la domanda più scomoda di tutte: ma se queste donne si vendono, noi che cosa stiamo comprando?

Spoiler: forse la stessa cosa, solo con un packaging diverso.

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