Indipendenti, non idiote: l’uomo si sceglie, non si elemosina

Io mi arrangio. E non nel senso “meglio che niente”, ma nel senso che mi smonto e rimonto da sola — e pure la scarpiera Ikea.

Apro barattoli con la forza del polso (e un coltello), guido, vado a comprare casse d’acqua come un mulo zen e combatto insetti con l’atteggiamento da Highlander. Insomma: sono quella che se domani si rompe il mondo, si procura i viveri e sa accendere un fuoco. Forse non con le pietre, ma con un accendino sì.

Eppure — udite udite — se decido di avere un uomo, non è perché mi manca qualcosa.
È perché ho tutto e voglio qualcosa in più.
Una ciliegina su una torta che già è venuta benissimo.

Uomini come extra lusso, non come pronto soccorso emotivo

Questa storia che l’amore nasce per colmare vuoti è una leggenda metropolitana alimentata dai film anni ‘90 e da qualche psicologo da feed Instagram.

Io non ho vuoti da colmare.
Ho giornate da condividere.
Ho serate in cui sì, magari sono stanca morta, e sapere che qualcuno si occupa della cena senza che io debba attivare la modalità project manager, è un lusso.
Un lusso che mi concedo se e solo se quella persona è degna del mio tempo già eccellente.

Voglio sentirmi libera di cedere. Ma quando decido io.

Un uomo? Lo voglio per quella libertà rara di abbandonarmi senza sentirmi stupida.
Per l’abbraccio che sa di casa, non di trappola.
Per qualcuno che non mi salva, ma mi protegge nel modo giusto: un passo indietro, mai sopra.
Uno che, se c’è da dire qualcosa, sa stare zitto mentre io risolvo, ma se serve, parla e fa terra bruciata in difesa nostra.
Uno che non si spaventa se brillo di luce propria, ma mi aiuta semmai a reggere i riflettori.

L’amore è una scelta. Come il mutuo: meglio essere sicuri.

Quando svanisce l’effetto cuoricini animati e sospiri al telefono, quello che resta è una decisione. E va ponderata con più lucidità di un acquisto su Amazon senza reso.

Perché amare è un atto di coraggio, certo.
Ma restare in una relazione che non porta beneficio?
Quello non è amore. È masochismo vestito da romanticismo.

Io scelgo l’amore. Non l’obbligo, non la paura della solitudine, non il “meglio di niente”.

Scelgo chi rende la mia vita ancora più bella, leggera, piena.
Perché io me la cavo benissimo.
Ma con la persona giusta, mi sento persino meglio.

MORALE (che pare ovvia, ma per molti non lo è):
Non scegliete chi vi serve. Scegliete chi vi eleva.
Chi non è indispensabile, ma è insostituibile.
E se non migliora la vostra vita, lasciatelo pure a chi ancora crede che basti “non restare soli”.

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