
Quando pensate a Pescara, cosa vi viene in mente? Il mare, il gelato sciolto sulle infradito, il parcheggio impossibile a Ferragosto. Eppure – udite udite – tra una granita e una passeggiata sul lungomare, questa città sa tirare fuori un’anima sorprendentemente colta. Sì, avete letto bene: colta. Tipo che se vi mettete le scarpe comode e lasciate perdere per un attimo la sabbia tra le dita, potete imbarcarvi in un vero e proprio tour museale. E niente paura, non servono lauree in storia dell’arte, solo un po’ di curiosità e voglia di scoprire l’altra faccia di Pescara.
Tappa uno: Casa D’Annunzio.
Siamo nella città vecchia (che poi è più giovane di certi spritz bevuti all’alba), e qui c’è la casa dove è nato Gabriele D’Annunzio. Il vate. Il super-divo, poeta, seduttore, stratega di marketing ante litteram. Dentro, tutto profuma di storia e stoffa pesante. Camminando tra i salotti e i ritratti, sembra quasi di sentirlo sussurrare qualche frase in rima – o forse è solo la vostra immaginazione che inizia a fare gli straordinari.
Due passi più in là e siete al Museo delle Genti d’Abruzzo.
Una meraviglia. Un viaggio nel tempo che parte dalla preistoria e arriva ai nonni contadini, passando per ricostruzioni che fanno concorrenza alle scenografie di Downton Abbey versione Majella. C’è di tutto: abiti, attrezzi, riti, superstizioni, e un pizzico di nostalgia (soprattutto se avete avuto una nonna abruzzese che vi ha insegnato come si impasta il pane).
Poi c’è Villa Urania, che è già un nome da soap opera elegante.
In realtà è il Museo Paparella Treccia Devlet, e ospita ceramiche di Castelli da far girare la testa a chiunque ami il bello. Roba che se anche voi, come me, con la parola “ceramica” pensavate a quel piatto sbeccato nella credenza della nonna, qui vi ricrederete. Arte pura, altro che svuotatasche.
Siete più da quadri ottocenteschi e atmosfere alla Jane Austen?
Benvenuti al Museo dell’Ottocento, ospitato nell’ex Banca d’Italia. Fate finta di ritirare un bonifico e invece vi ritrovate in mezzo a pitture romantiche, luci dorate e silenzi pieni di bellezza.
E per gli amanti del contemporaneo (quelli che usano parole come “installazione” senza battere ciglio)?
C’è l’Imago Museum, chicchissimo, sempre pronto a stupire con mostre temporanee dove a volte capite tutto e a volte niente, ma vi sentite comunque molto interessanti.
Capitolo a parte: il cinema e i fumetti.
Il Mediamuseum è una chicca per cinefili veri, quelli che ancora si commuovono davanti a una pellicola in bianco e nero. E il CLAP? Fantastico. Comics, Lab, Art, Pescara – ovvero il paradiso per chi ha amato Andrea Pazienza e continua a vedere il mondo con occhi a fumetto e cuore pop.
Ultima tappa, ma solo per oggi: il Museo Basilio Cascella.
Un’ex tipografia, una famiglia di artisti, un sacco di opere da scoprire e quell’atmosfera polverosa (ma affascinante) da studio d’artista che ti fa venire voglia di comprare pastelli a olio e provarci anche tu, almeno per dieci minuti.
Ma c’è di più, ovviamente.
Ogni museo che ho nominato ha la sua storia completa, dettagliata, amorosamente raccontata su Blodiario 2.0. Una piccola serie di articoli dove vi porto dentro, stanza per stanza, tra meraviglie artistiche, citazioni improbabili, confessioni personali e consigli per sopravvivere alla cultura senza perdere il sorriso.
Curiosi di saperne di più?
Volete sapere qual è il mio pezzo preferito del Museo delle Genti? O cosa ho provato la prima volta che ho messo piede a casa del Vate?
Andate a leggervi gli approfondimenti su Blodiario 2.0 – uno per ogni museo, pieni di foto, aneddoti, e quella voglia matta di innamorarsi anche dei luoghi più inaspettati.
