Follemente? Solo nel marketing



L’ho guardato su Disney+.
E già questo dovrebbe bastare a spiegare il tono del post.

Pensavo fosse quella commedia italiana che ti sorprende: brillante ma non idiota, leggera ma con un cuore pulsante sotto. Di quelle che partono con una battuta e finiscono che ti ritrovi a pensare alla tua vita mentre svuoti la lavatrice.

Spoiler: la lavatrice era più interessante.

“Follemente” — titolo che promette fuoco, caos, sentimento, colpi di scena, follie appunto — e invece niente.
Una roba così pettinata e composta che a un certo punto ho avuto l’impressione che i personaggi si stessero scusando per disturbare.

La trama non ve la racconto. Perché tanto non serve.
Non succede niente che non abbiate già visto, sentito o letto su qualche tazza da colazione con le scritte motivazionali.

Tutti parlano, si confrontano, si guardano negli occhi, sospirano, e ogni tanto dicono frasi che sembrano uscite da un Bacio Perugina deluxe.
Tutto giusto. Tutto corretto. Tutto prevedibile.

E il cast? Sì, sono bravi.
Talmente bravi che ormai sembrano in modalità “ripeti battute con sguardo intenso”.
Edoardo Leo fa Edoardo Leo™. Giallini si presenta come Giallini™. Santamaria entra, fa le facce da Santamaria™ e scompare.
Una comfort zone a forma di cinema.

Il punto è questo: non è brutto. È innocuo.
Non irrita. Non disturba. Non osa.
E soprattutto: non lascia niente.
Manco il pensiero “che spreco”.
Solo un vago senso di aver assistito a qualcosa che si credeva profondo ma si è fermato alla superficie.
Una cena tra amici senza vino. Una corsa in macchina col freno tirato.
Una promessa non mantenuta.

Per fortuna l’ho visto sul divano, in pigiama, con la libertà di alzarmi a stendere.
Perché al cinema… sarei uscita con l’impressione di essere stata educatamente truffata.

Riassunto:
“Follemente”? Sì, ma solo per il titolo.
Il resto è tutto moderatamente, prevedibilmente, elegantemente… mah!

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