Fantasie erotiche femminili: ma quando ci togliamo il cilicio mentale?

Ero su Instagram, come sempre, a scrollare con lo stesso entusiasmo con cui si raschia il fondo del barattolo della Nutella alle 2 di notte, e mi imbatto in un reel illuminante: “Le fantasie erotiche femminili sono ancora un tabù”.

Ah. Ma va? Benvenuti nel Medioevo 2.0, dove abbiamo il Wi-Fi, ma il clitoride è ancora un mistero degno di Indiana Jones.

Il reel in questione diceva cose sensate, tipo che molte donne hanno fantasie assolutamente comuni (sesso in pubblico, giochi di ruolo, dominazione…) ma si sentono in colpa solo a pensarle. Come se la nostra libido fosse una specie di Pokémon illegale da nascondere sotto il letto insieme ai diari adolescenziali e ai sex toys comprati in saldo su Amazon.

Spoiler: non c’è nulla di sporco nell’avere una fantasia. Sporco è chi lascia i piatti nel lavello per tre giorni. Ma volersi immaginare in una scena hot con il professore di spagnolo del liceo mentre ci interroga sul congiuntivo con passione? Quella è creatività, bellezza. È storytelling. È libertà mentale.

Ma viviamo in una società dove il sesso delle donne è ancora visto come “decorativo”. Siamo la candela profumata dell’erotismo. Deve esserci, ma non deve bruciare troppo, né puzzare di desiderio vero. Mentre le fantasie maschili sono da sempre celebrate: cowboy, infermiere, tre al letto, tutto ok. Se lo fa una donna? Depravata. Malata. Sicuramente non madre.

E invece magari sì, madre. Magari anche brava madre. Magari proprio quella che alle 7 prepara la colazione, alle 9 ha una call con dieci uomini in giacca e cravatta, e alle 23 si concede dieci minuti per fantasticare su uno sconosciuto che le sussurra in francese mentre le versa del vino bianco ovunque. E no, non è Chardonnay.

Il punto è: quando cominciamo a parlarne senza vergogna? Quando smettiamo di associare il desiderio alla colpa, la fantasia alla deviazione, il piacere alla perdita di controllo? Spoiler numero due: si può essere intelligenti, autonome, sarcastiche e avere voglia di essere sbattute contro una libreria Ikea Billy (col fissaggio a muro, ovviamente, sicurezza prima di tutto).

Concludendo: care donne, sognate forte. Anche a occhi aperti. Anche mentre fate la spesa. E se vi va, parlatene. Non per forza con il web, ma magari con un’amica, un terapeuta, o quel tipo carino che sa ascoltare.

Che poi, le fantasie, a volte, hanno solo bisogno di essere riconosciute. Non realizzate per forza. Basta togliergli la polvere, mica le mutande.

E voi? Qual è la fantasia che vi fa sorridere sottovoce mentre state riempiendo la lavatrice? (No giudizi, solo cuori stropicciati e libertà mentale).

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