
Siamo cresciute con l’idea che rincorrere l’amore fosse romantico. Che “se lo vuoi, devi lottare”. Che “gli uomini veri scappano, ma poi tornano”. Che “se non chiama è perché ha paura dei suoi sentimenti”. Ma diciamocelo: se devo trasformarmi in Sherlock Holmes per capire se ti piaccio, forse la risposta è no.
Io non voglio un uomo da interpretare. Voglio un uomo da vivere.
Uno che se mi pensa, me lo dice. Che se ha voglia di vedermi, organizza. Che non ha bisogno di far finta di essere distaccato per tenere vivo l’interesse, come se fossimo in un torneo di scacchi emotivi. Spoiler: non funziona. Anzi, funziona male.
Perché io non sono qui a fare la principessa salvata, ma nemmeno il cavaliere errante che deve strapparti dal tuo torpore esistenziale.
Cerco un uomo che non viva di tattiche, che non scompaia per tre giorni e poi riappaia con la faccia da cucciolo smarrito e la frase “scusa, ho avuto un po’ da fare”.
E soprattutto: uno che non sia permaloso. Perché se ti dico che mi manca una tua iniziativa e tu ti offendi, forse il problema non è la mia esigenza, ma il tuo ego.
Voglio qualcuno che mi scelga. Non un giorno sì e tre no. Non a tempo determinato. Non con la clausola “se non mi stressi troppo”.
Mi si vuole davvero, o si passa.
Perché io sono stanca di educare uomini a sentire, comunicare, desiderare. Non è il mio mestiere.
E soprattutto: se c’è da fare la principessa, mi dispiace… ma il ruolo è già occupato. Da me. E io non lo divido.
