Amore a quattro zampe: lettera ai miei gatti, custodi silenziosi del cuore

Ci sono momenti in cui il mondo è troppo.
Troppo rumoroso, troppo veloce, troppo pieno di domande a cui non so rispondere.
E poi, tra una crisi di pianto sul pavimento e una mail non letta, arrivano loro.
I miei gatti.
Con il passo morbido, l’aria da anarchici aristocratici e quella dignità che noi esseri umani perdiamo appena apriamo bocca.

I miei gatti non hanno mai preteso niente.
Non mi hanno mai chiesto di essere diversa da quella che ero: stanca, stropicciata, un po’ rotta.
Mi hanno scelta così. Mi hanno amata così.
Si sono infilati nelle mie giornate come una carezza che non sapevo di meritare.
E nei momenti peggiori, quando nessuno riusciva a parlarmi, loro mi hanno guardata. E tanto bastava.

Un miao distratto, una coda che sfiora la gamba, una testata leggera contro il viso.
Ecco l’amore. Quello vero.
Silenzioso, ostinato, profondo.
Che non ti salva urlando, ma restando.
Sempre.

Ai miei gatti (tutti, uno per uno) grazie.
Per avermi tenuto insieme quando non mi tenevo più da sola.
Per avermi insegnato che si può essere indipendenti e affettuosi, liberi e legati, misteriosi e pieni di cuore.
Per l’amore che mi avete dato, incondizionato e pieno di pelo.
Che è l’unico tipo di amore che mi fido a chiamare casa.

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