
Ci sono libri che arrivano nella tua vita come una carezza necessaria, altre volte come un pugno che sveglia. Donne che corrono coi lupi è entrambe le cose. Non lo scegli: ti sceglie (o nel mio caso era “il compito” del mio percorso terapeutico cognitivo – comportamentale). Lo apri e senti che qualcosa dentro si muove, un ricordo antico, una voce che avevi dimenticato di avere.
La prima volta che ho letto questo libro, non sapevo cosa aspettarmi. Mi era stato consigliato dalla mia psicoterapeuta in un periodo in cui mi sentivo stanca, confusa, scollegata da me stessa. E poi, tra le righe, ho sentito parlare di me. Della me profonda, quella che avevo seppellito sotto anni di doveri, aspettative, sorrisi composti. Clarissa Pinkola Estés ha scavato con delicatezza e potenza, restituendomi l’immagine di una donna libera, istintiva, viva. La donna che ero sempre stata e che avevo imparato a silenziare.
Non è un libro da leggere con la mente: va letto con l’anima. Le fiabe che racconta non sono solo racconti: sono chiavi. Ognuna apre una porta dentro di te, ti fa entrare in stanze buie, ma anche in giardini segreti. Alcune pagine mi hanno fatto piangere, altre mi hanno fatto ridere con un senso di liberazione. Tutte mi hanno fatto sentire meno sola.
Non ho mai letto Donne che corrono coi lupi una volta sola. Lo tengo accanto al letto, e ogni tanto lo riapro, a caso, come si fa con gli oracoli. Ogni volta ci trovo qualcosa di nuovo, perché io stessa sono diversa. Perché crescere, guarire, ritrovarsi non è una linea retta. È un andare e tornare, un perdersi e ritrovarsi. Questo libro è come una bussola che ti indica sempre, con pazienza, la direzione verso casa.
Lo consiglio a chi si sente smarrita, a chi si è dimenticata come si sogna, a chi ha bisogno di ricordare quanto può essere potente una donna quando si fida del proprio istinto. Ma anche a chi sta bene, perché questo libro non è solo per chi cerca guarigione: è per chi vuole vivere pienamente.
Donne che corrono coi lupi non è solo un libro, è un incontro. Con la parte più vera, più selvaggia, più luminosa di te. Una volta ascoltato quel richiamo, non puoi più ignorarlo. E anche se cerchi di tornare alla normalità, qualcosa in te continua a correre. Libera. Finalmente viva.

