
Ho conosciuto virtualmente Antonella Aigle un paio di anni fa tramite alcune opere di un fotografo abruzzese. Antonella mi aveva incuriosito perché in un mondo così fintamente e ipocritamente pudico, mi sembrava vera, libera da moralismi e pregiudizi. Ed è quello che cerco (il più delle volte invano) nelle persone che mi sono vicino: libertà di pensare, di essere, di mostrarsi, di dire ciò che davvero si sente, fregandosene della “gente”.
Senza dilungarmi troppo, scopro che Antonella Aigle ha scritto diversi libri erotici, cosa che presuppone bravura, proprietà di linguaggio (che non è scontato, MAI), apertura mentale e delicatezza, perché cadere nella volgarità è un attimo.
Mi ritrovo quindi sul sito de La Feltrinelli a decidere quale dei suoi romanzi comprare. All’inizio ero stata attratta da “Rossa come il fuoco” (sì sono egocentrica), ma poi ho optato per “Gli amori di Malvina” (il mio egocentrismo colpisce ancora).
Già dopo le prime pagine capisco che lo avrei divorato, perché i temi trattati sono ampiamente di mio interesse.
Il romanzo parla di un amore non convenzionale per gli altri che lo etichetterebbero solo come sesso, deviazione, malattia. Invece io credo fortemente nella libertà di esprimere se stessi e la propria sessualità, indubbiamente nel rispetto degli altri, ma liberi, senza etichette, perché l’amore è “multiforme”. E nessuno può decidere o sindacare su quanto possa essere giusta o sbagliata una scelta di vita personale.
Questo romanzo parla anche di violenza perpetrata ai danni di una donna, che arriva però da un rapporto uomo-donna, il cosiddetto rapporto “normale”, sano (che di sano non ha nulla in verità), accettato dalla società.
E poi ovviamente c’è anche il dolore, il dolore che nella vita tocca a tutti provare, per crescere e passare al livello superiore della nostra esistenza.
“Tutti quei giorni, mesi, in cui si era sentito solo e abbandonato, così disperato perché costretto ad abbandonare l’amore, in un attimo avevano cessato di esistere, scivolati via dal corpo.
E lì Tommaso seppe che non avrebbe, per nulla al mondo, sprecato quell’inattesa possibilità di provare a essere felici, per sempre.”
Mi è piaciuto?
Beh, ho appena ordinato “Rossa come il fuoco”… credo di sì!
