
Ero a La Feltrinelli per comprare l’ultimo libro della Yoshimoto (https://blodiario.wordpress.com/2024/02/29/tornare-alle-origini-a-volte-si-rivela-deludente/), ma come al solito, comincio a guardare anche gli altri titoli, e vengo colpita da uno in particolare: Se i gatti scomparissero dal mondo.
M rendo conto immediatamente che fa parte del filone tipico degli ultimi libri provenienti dal Giappone sull’importanza delle piccole cose rispetto al passato. Ne avevo già letti due: Finché il caffè é caldo e Il magico studio fotografico, ma questo, in quanto perlomeno a trama, mi sembrava relativamente diverso.
Se potessi definirli li chiamerei libri carezza… sì, perché trovo che siano davvero delle carezze al cuore.
In tutto questo, mentre leggevo la trama, ero assalita da mille dubbi, ero titubante, ma il mio istinto l’ha avuta vinta e l’ho comprato.
Dalle prime pagine ho capito che lo avrei adorato perché amo lo stile scorrevole, semplice e senza fronzoli degli scrittori giapponesi.
Il libro racconta la vita solitaria di un postino che perde la madre qualche anno prima, non parla con il padre e la sua unica compagnia è Cavolo, il suo gattino. E’ un uomo che sta per morire e si rende conto che avrebbe voluto fare ancora tante cose. Arriva così un Diavolo un po’ sui generis, che gli propone di fare un patto: gli avrebbe donato un giorno in più da vivere, se lui avesse accettato di far scomparire dal mondo alcune cose. Va tutto bene, fino a quando il Diavolo gli propone la sparizione di tutti i gatti dal mondo.
La domanda che si pone, e che pone ai lettori, lo scrittore Kawamura Genki in Se i gatti scomparissero dal mondo (libro uscito nel 2012 e pubblicato in Italia nel 2019) è: “Se dovessi morire domani, faresti un patto con il Diavolo per un giorno di vita in più?” e ancora “Lo scambio è questo: un giorno di vita in più per far scomparire definitivamente una cosa dal mondo. Faresti scomparire il cioccolato? Gli orologi? I film? E se a scomparire fossero invece i gatti? Saresti disposto a rinunciare al tuo gatto?”
Un romanzo che nella sua semplicità mi ha fortemente emozionata fino alle lacrime, perché porta ad interrogarsi sulle cose davvero rilevanti della vita. Credo fortemente che il successo di questo libro sia dovuto alla capacità appunto di commuovere, e nello stesso tempo riuscire a trattare tematiche di un certo spessore, abbozzando un sorriso.
