
Da Montmartre a Place de la République: Parigi, passo dopo passo, senza prendere la metropolitana
A volte, per scoprire davvero una città, bisogna semplicemente decidere di attraversarla a piedi, senza avere troppa fretta e lasciandosi incuriosire da quello che si incontra lungo il percorso. È quello che ho fatto durante una giornata parigina in cui, partendo da Montmartre, ho deciso di raggiungere Place de la République camminando, senza prendere la metropolitana. Avevo in programma di andare a teatro più tardi e, invece di spostarmi comodamente con i mezzi pubblici, ho scelto di godermi la città passo dopo passo.
Lasciarmi alle spalle Montmartre significava anche allontanarmi dalle sue stradine pittoresche, dai luoghi conosciuti e da quell’atmosfera così particolare che caratterizza la collina. Ma Parigi non finisce certo lì e, anzi, è proprio quando si esce dai percorsi più battuti che si comincia a incontrare una città diversa, fatta di quartieri, volti, insegne, negozi e piccoli dettagli che spesso sfuggono a chi si sposta soltanto da un’attrazione all’altra.
Durante il cammino ho attraversato zone che, a sentire alcuni racconti, vengono spesso descritte come quartieri difficili, luoghi da evitare o da attraversare con una certa diffidenza. Io, invece, li ho percorsi con assoluta tranquillità. Ho camminato, guardato quello che mi circondava e seguito il mio percorso, senza vivere quella sensazione di disagio che qualcuno sembra voler associare automaticamente a queste zone. Naturalmente ogni quartiere ha le proprie caratteristiche e le proprie complessità, ma credo anche che sia importante raccontare ciò che si vive in prima persona, senza fermarsi soltanto ai pregiudizi.
La zona della Goutte d’Or e i dintorni di Barbès restituiscono un’immagine di Parigi molto diversa da quella delle cartoline. Sono quartieri popolari, vivaci, multiculturali, dove le strade raccontano storie differenti e dove si percepisce una quotidianità lontana dai grandi circuiti turistici. Il mio sguardo continuava a soffermarsi sulle vetrine, sulle facciate degli edifici, sui colori e su tutto quello che rende ogni angolo un po’ diverso dal precedente.
Una vetrina, in particolare, ha attirato la mia attenzione: quella di un negozio di scarpe. Modelli particolari, stivali alti, calzature stringate e scarpe dallo stile decisamente riconoscibile. Mi sono fermata a guardare, perché anche le vetrine fanno parte del piacere di camminare senza una meta intermedia precisa. Non sempre serve entrare in un negozio o comprare qualcosa: a volte basta lasciarsi incuriosire da ciò che viene esposto.
Proseguendo, ho incontrato anche una Parigi decisamente più creativa e colorata. Sui muri comparivano graffiti, disegni e interventi di street art: un grande volto femminile dai capelli pieni di colori, personaggi in stile pixel art, figure buffe e immagini incollate sulle pareti. Un piccolo museo a cielo aperto, spontaneo e un po’ disordinato, dove ogni muro sembrava avere qualcosa da raccontare. Mi piace incontrare queste forme di espressione mentre cammino, perché interrompono la monotonia delle facciate e trasformano anche una semplice strada di passaggio in qualcosa da osservare.
Dopo un bel tratto a piedi, una pausa golosa era praticamente inevitabile. Sono entrata da Amorino, una gelateria dall’ambiente accogliente, con le travi di legno a vista e il bancone dei gelati che invita a concedersi qualche minuto di dolcezza. L’offerta non si limita ai gelati: tra le proposte si trovano anche bevande calde, caffè e preparazioni più golose, perfette per una pausa durante una giornata in giro per Parigi.
Io ho scelto un cono al pistacchio e nocciola con panna montata. Una piccola parentesi di piacere prima di rimettermi in cammino. Del resto, quando si passeggia per ore, anche una sosta del genere diventa parte dell’esperienza.
Una volta arrivata a Place de la République, mi sono trovata davanti a una piazza animata da iniziative e manifestazioni diverse. Il monumento dedicato alla Repubblica, con la sua imponente Marianne, faceva da sfondo a una scena decisamente particolare.
La prima cosa che ha attirato la mia attenzione è stata una grande piramide di scarpe, accompagnata da un cartello con la scritta «Pyramides de chaussures – Lancez vos chaussures!». Si trattava dell’iniziativa di Handicap International, una campagna di sensibilizzazione contro le mine antiuomo e le armi esplosive che continuano a provocare vittime e a segnare la vita di tante persone. Le scarpe, raccolte e lanciate simbolicamente nella piramide, diventavano così un messaggio visibile e immediato: dietro ogni paio c’è una persona, una storia, una vita che merita di essere protetta.
Poco distante si svolgeva anche un’altra manifestazione. Ho notato le bandiere sahrawi e quelle palestinesi, insieme a uno striscione dell’Association des Sahraouis en France. Il messaggio chiedeva un ampliamento del mandato della missione delle Nazioni Unite nel Sahara Occidentale, affinché potesse occuparsi anche del monitoraggio e della protezione dei diritti umani. Una presenza che aggiungeva alla piazza un altro momento di partecipazione e di rivendicazione, ricordando quanto Place de la République sia spesso un luogo scelto per dare voce a cause e richieste di attenzione internazionale.
Ma non erano soltanto le manifestazioni ad animare la piazza. Mi ha colpito anche la presenza di uno spazio dedicato ai giochi di una volta, quelli tradizionali, che riportano un po’ indietro nel tempo e fanno pensare a quando ci si divertiva con poco, senza bisogno di schermi o tecnologie. Alcune persone si fermavano a giocare, creando un’atmosfera diversa, più leggera e curiosa, in mezzo a tutto quello che stava accadendo nella piazza. Un dettaglio che mi è piaciuto proprio perché mostrava un altro modo di vivere lo spazio pubblico: incontrarsi, partecipare e divertirsi attraverso giochi semplici, capaci di coinvolgere persone di età diverse.
E così, dopo aver attraversato quartieri, osservato vetrine, incontrato murales, fatto una pausa con un cono al pistacchio e scoperto le diverse iniziative che animavano Place de la République, la mia passeggiata era arrivata alla conclusione.
Mi aspettava il teatro, ma prima c’era stato tutto questo: un lungo percorso attraverso una Parigi meno da cartolina e forse proprio per questo interessante. Una città che cambia volto da un quartiere all’altro, che non si lascia racchiudere in un’unica immagine e che continua a sorprendere quando le si dà il tempo di mostrarsi.
Quel giorno ho percorso la distanza da Montmartre a Place de la République con le mie gambe, senza metropolitana e senza fretta. E, ancora una volta, mi sono ricordata che a volte il bello di una giornata non è soltanto arrivare alla destinazione, ma tutto quello che succede nel mezzo.
