
Appelez-moi Walt: una serata a teatro con il mio mito indiscusso
Quando ho visto la locandina di Appelez-moi Walt, non ho avuto bisogno di pensarci troppo, perché davanti a uno spettacolo dedicato a Walt Disney, per me, la decisione era praticamente già presa. Chi mi conosce sa quanto sia legata al mondo Disney, ma soprattutto sa che Walt, per me, non è semplicemente il nome di un uomo che ha creato Topolino e dato vita a un impero dell’intrattenimento, è il mio mito indiscusso da sempre, una di quelle figure che hanno accompagnato la mia vita e che continuano a suscitare in me un’ammirazione difficile da spiegare a parole. Di conseguenza, quando ho scoperto che all’Apollo Théâtre di Parigi era in programma una pièce teatrale interamente dedicata alla sua figura, potete immaginare quanto fosse difficile lasciarmi sfuggire l’occasione.
Quello che forse non avevo previsto, però, era che quella serata sarebbe diventata speciale anche per un altro motivo, perché per la prima volta nella mia vita ho deciso di andare a teatro da sola, senza aspettare che qualcuno potesse accompagnarmi o condividere con me la stessa passione, semplicemente perché avevo voglia di farlo e non vedevo alcuna ragione per rinunciare a un’esperienza che desideravo vivere. E così, biglietto acquistato e destinazione Parigi, mi sono preparata per una serata che, ancora prima di cominciare, aveva già tutte le caratteristiche per diventare un bel ricordo.
All’Apollo Théâtre per incontrare Walt
La destinazione era l’Apollo Théâtre, al numero 18 di rue du Faubourg du Temple, nell’XI arrondissement di Parigi, un teatro che si riconosce facilmente grazie alla grande insegna con il suo nome che campeggia sopra l’ingresso e alle locandine degli spettacoli esposte sulle vetrine. Naturalmente la mia attenzione era tutta per quella di Appelez-moi Walt, un titolo che non lasciava molto spazio ai dubbi e che, per una come me, rappresentava un richiamo praticamente irresistibile.
Una volta entrata, ho avuto modo di osservare la sala, con le sue file di poltrone rosse e nere, le pareti in mattoni e quell’atmosfera raccolta che permette di sentirsi davvero vicini al palcoscenico e agli interpreti. Mi sono sistemata al mio posto, guardandomi un po’ intorno e aspettando che lo spettacolo avesse inizio, con quella sensazione di curiosità e di aspettativa che accompagna sempre qualcosa che non si è mai fatto prima, soprattutto quando si è consapevoli che quella volta si sta vivendo un’esperienza completamente nuova.
Ma chi era davvero Walt Disney?
La pièce, scritta da Julien Baptist, che interpreta anche il protagonista, nasce proprio dal desiderio di raccontare l’uomo che si nasconde dietro la magia, andando oltre l’immagine del genio creativo che tutti conosciamo e provando a entrare nella dimensione più intima e familiare di una personalità tanto importante quanto complessa.
La storia ci porta nel dicembre del 1954, quando Walt Disney si prepara a presentare, durante una trasmissione televisiva della ABC, il suo nuovo e ambizioso progetto: la realizzazione di un parco divertimenti interamente dedicato al suo universo, quello che sarebbe diventato Disneyland. Attorno a lui si ritrovano alcune delle persone più importanti della sua vita, a partire dalla moglie Lillian, dalla figlia Diane e dal fratello Roy, oltre a figure fondamentali del suo percorso professionale, e proprio attraverso questo incontro prendono forma ricordi, racconti e continui ritorni al passato che permettono di ripercorrere alcune delle tappe più significative della sua storia.
Il racconto si muove quindi tra presente e memoria, mettendo in evidenza non soltanto le grandi intuizioni che hanno contribuito alla nascita del mondo Disney, ma anche le relazioni personali, le ambizioni, le difficoltà e le rinunce che hanno accompagnato il percorso di Walt. Si torna alla creazione di Topolino, alle vicende legate alla realizzazione di Biancaneve e i sette nani, alle difficoltà incontrate per ottenere i diritti di Mary Poppins e a quei momenti che hanno contribuito a costruire un personaggio destinato a lasciare un segno indelebile nella cultura popolare.
Quello che rende interessante questa rappresentazione è proprio il tentativo di spostare lo sguardo dal personaggio pubblico all’uomo, perché dietro il creatore di un universo nel quale intere generazioni hanno trovato un rifugio fatto di fantasia, sogni e immaginazione c’era anche un figlio, un fratello, un marito e un padre, con un carattere, delle fragilità e rapporti familiari non sempre semplici. La domanda che accompagna la pièce, e che in fondo ne racchiude il significato, è piuttosto interessante: per realizzare i propri sogni, a cosa bisogna rinunciare?
Sul palcoscenico, accanto a Julien Baptist nel ruolo di Walt, troviamo altri interpreti che danno vita a questo racconto ispirato alla storia della famiglia Disney, con una messa in scena che alterna momenti di memoria, ironia ed emozione. Non si tratta quindi di una semplice celebrazione delle opere e dei successi di Walt, ma di un tentativo di avvicinarsi alla persona che si trovava dietro tutto questo, mostrando anche gli aspetti meno conosciuti della sua vita.
Per chi, come me, conosce e ama profondamente il mondo Disney, ritrovare sul palcoscenico riferimenti alla nascita di alcune delle creazioni più importanti è naturalmente un motivo di grande interesse, ma lo è altrettanto poter osservare la storia da una prospettiva diversa, quella di chi ha vissuto accanto a Walt e ha condiviso con lui un percorso tutt’altro che ordinario.
Una sfida tutta mia, in una lingua che sto ancora imparando
Ma veniamo alla parte che ha reso questa serata ancora più particolare, perché se già il fatto di essere andata a teatro da sola rappresentava una novità assoluta per me, c’era anche un altro piccolo ostacolo da affrontare: lo spettacolo era interamente in francese!
Ebbene sì, ho deciso di mettermi alla prova anche sotto questo aspetto, perché vivere in Francia significa inevitabilmente confrontarsi ogni giorno con una lingua che non è la propria e trovare occasioni per migliorare la comprensione, arricchire il vocabolario e acquisire sempre maggiore sicurezza. Naturalmente seguire una conversazione nella vita quotidiana è una cosa, riuscire a comprendere i dialoghi di una pièce teatrale, con i suoi ritmi, le battute, le sfumature e i continui scambi tra gli attori, è decisamente un’altra.
Mi sono quindi seduta al mio posto con la curiosità di scoprire quanto sarei riuscita a capire, cercando di seguire la storia, prestando attenzione alle parole e affidandomi anche al contesto e alle espressioni degli interpreti quando qualche passaggio risultava meno immediato. Non avevo la pretesa di comprendere ogni singola frase, ma volevo provare, mettermi in gioco e verificare a che punto fosse arrivata la mia capacità di seguire uno spettacolo nella lingua del Paese in cui ho scelto di ricominciare.
E sapete una cosa? È stata un’esperienza bellissima, perché al di là della comprensione linguistica, che naturalmente è ancora un percorso in evoluzione, sono stata felice di non essermi lasciata frenare da quello che avrei potuto non capire, scegliendo invece di concedermi una serata che desideravo davvero vivere.
Uno spettacolo bellissimo, emozionante, che mi ha conquistata
Devo dire che sono rimasta davvero entusiasta di Appelez-moi Walt, perché si è rivelato uno spettacolo bellissimo, ben oltre la curiosità iniziale che mi aveva spinta ad acquistare il biglietto. Gli attori sono stati bravissimi, capaci di dare vita ai personaggi con grande naturalezza e coinvolgimento, riuscendo a trasmettere emozioni attraverso le loro interpretazioni e a tenere viva l’attenzione durante tutta la rappresentazione.
Ho apprezzato moltissimo il modo in cui è stata raccontata la storia di Walt, alternando momenti più leggeri ad altri decisamente più intensi, e devo confessare che in alcuni passaggi mi sono anche commossa fino alle lacrime. Sì, ho pianto, perché quando si toccano certe corde emotive, soprattutto quando riguardano una persona e un universo che fanno parte della tua vita da sempre, è difficile rimanere indifferenti.
Forse proprio perché Walt Disney rappresenta per me molto più di un semplice personaggio storico, ritrovarmi davanti a una rappresentazione che racconta anche il lato più umano della sua vita mi ha emozionata profondamente. È stato bello poter osservare da una prospettiva diversa una figura che ho sempre ammirato e lasciarmi coinvolgere da una storia che, pur conoscendone tanti aspetti, è riuscita comunque a sorprendermi.
Sono uscita dall’Apollo Théâtre con gli occhi lucidi e il cuore pieno, con quella bella sensazione che si prova quando si assiste a qualcosa che riesce davvero a lasciarti il segno. Non soltanto ho avuto il piacere di vedere uno spettacolo dedicato al mio mito di sempre, ma ho anche scoperto una pièce che mi ha conquistata e che consiglio a chiunque abbia voglia di conoscere un lato diverso della storia di Walt Disney.
La mia prima volta a teatro da sola
C’è anche un altro aspetto che voglio ricordare di questa serata, ed è il fatto che fosse la prima volta che andavo a teatro da sola. Può sembrare una cosa assolutamente normale, e probabilmente per molte persone lo è, ma per me aveva un significato particolare, perché significa anche imparare a vivere le proprie passioni senza dover necessariamente aspettare che qualcun altro abbia voglia di condividerle.
Ho scelto lo spettacolo, ho acquistato il biglietto, ho raggiunto il teatro e mi sono goduta la serata esattamente come desideravo, senza dover fare programmi con altre persone e senza rinunciare a qualcosa che mi interessava soltanto perché non avevo compagnia. E, soprattutto, ho scoperto che andare a teatro da sola non toglie assolutamente nulla al piacere dello spettacolo, anzi, permette di concentrarsi completamente su quello che si sta vivendo e di assaporare ogni momento secondo i propri tempi.
Forse è anche questo uno degli aspetti più interessanti del mio percorso in Francia: continuare a scoprire che posso fare tante cose da sola, affrontare situazioni nuove e concedermi esperienze che magari, in passato, avrei rimandato in attesa dell’occasione giusta o della persona giusta con cui condividerle.
Quella sera, all’Apollo Théâtre, non ero soltanto una spettatrice seduta tra le poltrone rosse, ma una persona che stava facendo qualcosa di nuovo, che si stava mettendo alla prova con una lingua straniera e che, soprattutto, aveva deciso di seguire una passione che l’accompagna da sempre.
E poi, diciamolo, se c’è una persona per la quale sarei stata disposta a fare questo piccolo sforzo, quella era proprio Walt Disney!
Sono uscita dal teatro con il sorriso e con la soddisfazione di aver trascorso una serata che ricorderò volentieri, non soltanto per aver assistito a uno spettacolo dedicato al mio mito indiscusso, ma anche per aver aggiunto un’altra piccola esperienza alla mia nuova vita francese.
Perché, in fondo, non bisogna aspettare sempre qualcuno per fare quello che ci piace, né sentirsi perfettamente pronti prima di affrontare qualcosa di nuovo. A volte bisogna semplicemente acquistare quel biglietto, presentarsi davanti all’ingresso e lasciarsi sorprendere da quello che succederà.
E se poi sul palcoscenico c’è Walt Disney, beh, per me non poteva esserci scelta migliore!
