
Mi è capitato davanti un post di Taffo e, mentre lo guardavo, mi è balenata in testa una cosa a cui fino a oggi non avevo mai fatto caso: ma in Francia le agenzie di onoranze funebri dove sono?
Perché da quando sono qui non ne ho vista nemmeno una. E non è che non abbia girato: guardo le strade, i negozi, le insegne, osservo tutto quello che mi capita davanti proprio perché sto cercando di conoscere il posto in cui vivo, ma delle pompe funebri, niente. Zero assoluto. A un certo punto ho pensato che magari qui avessero trovato un accordo con la morte: “Tu passi, ma senza fare troppo rumore”.
E allora mi sono messa a pensarci e ho scoperto che, naturalmente, anche in Francia esistono eccome e si chiamano pompes funèbres. Solo che, evidentemente, i francesi riescono a essere discreti persino con la morte.
Perché noi italiani, diciamocelo, abbiamo un rapporto completamente diverso con le onoranze funebri: da noi non si limitano ad avere un’attività, te lo fanno sapere. Insegna, vetrina, fiori, manifesti, macchina funebre parcheggiata fuori e, nel dubbio, una scritta talmente grande che anche uno che passa a 90 all’ora riesce a capire che lì si organizzano funerali.
Qui invece sembra quasi che abbiano detto: “Va bene, qualcuno dovrà pur occuparsi della questione, però facciamolo con discrezione, senza mettere a disagio il vicinato.”
Perché sia mai che uno esca a comprare il pane, veda un’agenzia funebre e venga turbato dalla realtà della vita.
No, no. Meglio non esagerare.
E questa cosa mi fa morire dal ridere perché, in fondo, racconta anche una certa differenza culturale: noi italiani abbiamo trasformato praticamente tutto in qualcosa di visibile, riconoscibile e immediatamente identificabile, mentre qui sembra esserci questa specie di filosofia del “facciamo quello che dobbiamo fare, ma possibilmente senza disturbare nessuno e soprattutto senza attirare l’attenzione”.
Persino la morte deve avere una certa educazione.
Poi c’è Taffo, che naturalmente rappresenta l’esatto opposto di tutto questo e che, se fosse francese, probabilmente avrebbe già ricevuto una convocazione ufficiale per spiegare perché insiste nel fare battute sulla morte quando potrebbe semplicemente lasciare che la gente muoia in silenzio e con eleganza.
Comunque adesso ho una nuova missione personale: durante le mie passeggiate voglio proprio riuscire a trovare una pompes funèbres.
Perché magari sono qui da settimane e ne ho avute tre davanti senza accorgermene.
Anzi, conoscendo la discrezione francese, non mi stupirei se scoprissi che sono tutte nascoste nei retrobottega delle boulangerie.
“Bonjour, vorrei una baguette e… già che ci sono, avete anche qualcuno che si occupa del funerale?”
E niente, trasferirsi in un altro Paese è anche questo: parti pensando di dover scoprire la cultura, le abitudini, la cucina, i quartieri… e dopo qualche settimana ti ritrovi a fare una passeggiata con un obiettivo preciso: trovare le pompe funebri francesi prima che loro trovino te.
