Detox Social: Day Two | Una giornata senza social

DAY TWO: 14 Settembre 2026

Stanotte, tanto per cambiare, non mi sono resa conto che erano diventate le quattro e mezza di mattina e io ero ancora sul divano. Ultimamente il sonno è un po’ un problema, probabilmente perché nella testa ho sempre tremila pensieri, dispiaceri, cose da sistemare, progetti che vorrei realizzare e altre che ancora non so nemmeno se avranno mai una forma concreta, e quindi mi capita di arrivare a notte fonda senza nemmeno accorgermi del tempo che passa.

E così sono rimasta lì, sul divano, a guardare Law & Order, una di quelle serie che avrò visto centinaia di volte e che, nonostante questo, continuo a guardare volentieri, mentre nel frattempo facevo ricerche sul web su alcune delle cose che ho in testa, cercando informazioni, possibilità, idee, strade da percorrere.

Alle quattro e mezza, forse quasi le cinque, mi sono detta che probabilmente era arrivato il momento di andare a dormire e finalmente mi sono messa a letto, con la sveglia puntata alle otto.

Mi sono alzata, mi sono fatta il caffè, ho fatto le mie due svapate, ho dato da mangiare ai gatti e poi ho cominciato con le piccole cose di casa: ho lavato le ciotole, pulito e lavato i filtri della fontanella dell’acqua dei gatti, ho acceso il robot aspirapolvere e, mentre lui faceva il suo lavoro, ho iniziato a fare il mio.

Ho fatto le mie due ore di conversazione in francese e poi ho mandato alcune candidature spontanee per il lavoro. Ho anche mandato due richieste di informazioni per un progetto che ho in testa e che vorrei riuscire a realizzare nel modo giusto, legalmente, correttamente, senza improvvisare e senza fare le cose alla carlona, perché se c’è una cosa che penso sia importante è che la passione non debba mai prendere il posto della lucidità.

E infatti, a un certo punto, mi sono ritrovata a pensare a una frase che avevo sentito: “Non lasciare che la tua passione offuschi il tuo giudizio.”

Quanto è vera questa frase?

Perché avere una passione è meraviglioso, ma la passione da sola non basta. Bisogna anche riuscire a mantenere la lucidità, fare domande, informarsi, capire quali sono i passaggi, accettare che magari una cosa non si può fare esattamente come l’avevamo immaginata e trovare un’altra strada.

Ed è esattamente quello che sto cercando di fare con questo progetto.

E la cosa bella è che la prima risposta alla mia richiesta di informazioni è arrivata praticamente subito ed è stata positiva. Ho scoperto che quello che ho in mente si può fare, che posso iniziare per stadi e che, insomma, una strada c’è. Adesso devo solo capire bene come percorrerla.

E devo dire anche una cosa: gli uffici pubblici francesi, almeno per la mia esperienza di oggi, sono stati velocissimi nel rispondere e soprattutto molto chiari. E questa è una cosa che mi ha piacevolmente sorpresa.

Poi ho raccolto i panni asciutti, li ho messi a posto e ho scritto qualche articolo per il blog.

Mi sono anche provata il pantalone nero che avevo comprato ieri da Primark e ho scoperto che, evidentemente, sono dimagrita perché mi sta largo. Quindi dovrò tornare a cambiarlo, ma non oggi. Oggi non mi va.

E sapete una cosa? Va bene così.

A pranzo mi sono preparata la tavola con calma, con tutto quello che mi serviva, e mi sono fatta una bella vellutata di zucca con tanto parmigiano. Poi ho mangiato qualche fetta di melone e qui si apre un altro mistero della mia vita: in Italia riuscivo sistematicamente a comprare meloni completamente sciapi, mentre ogni volta che li compro qui in Francia sono di una dolcezza esagerata, buonissimi.

Boh.

Sono proprio strane le cose che succedono a me. 

Nel pomeriggio ho deciso di non uscire, nonostante ci fosse un bel sole. Semplicemente non mi andava e sentivo il bisogno di stare vicino ai miei gatti. Sono uscita solo un attimo per andare a prendere la box speciale dei Pokémon di Krispy Kreme, perché evidentemente anche durante un detox dai social una donna deve avere delle priorità. 

Sono tornata a casa, mi sono fatta un tè, poi ho pulito le lettiere e fatto una lavatrice.

A cena mi sono cucinata due funghi con le salsicce e la sottiletta sopra, ho mangiato ancora un po’ di quel famigerato melone francese e poi ho preso il caffè, ho lavato i piatti e sono andata a buttare l’immondizia.

E adesso sono qui, sul divano, pronta a guardare qualcosa in televisione.

E qualcuno potrebbe guardare questa giornata e dire: “Tutto qui?”

Una giornata normale. Una giornata ordinaria. Una giornata forse persino noiosa.

Io invece non la vedo affatto così.

Perché il punto di questo mio piccolo esperimento non era mica trasformarmi improvvisamente in una persona che ogni giorno deve fare qualcosa di straordinario, uscire, vedere posti, incontrare gente o riempire le ore di attività soltanto per poter dire di aver fatto qualcosa.

Il punto era semplicemente vedere cosa sarebbe successo togliendo, per qualche giorno, quella presenza costante dei social dalla mia quotidianità.

E oggi ho fatto tantissime cose, ma nessuna di queste, presa singolarmente, è straordinaria.

Ho studiato. Ho lavorato. Ho mandato candidature. Ho portato avanti un progetto. Ho fatto domande. Ho ricevuto una risposta che mi ha fatto capire che forse quel progetto posso davvero iniziare a costruirlo. Ho scritto. Ho fatto il bucato. Ho sistemato casa. Ho pulito le lettiere. Ho badato ai miei gatti. Ho cucinato. Ho mangiato il melone. Ho comprato i donuts dei Pokémon. Ho bevuto il tè.

E in mezzo a tutto questo ho anche pensato.

Ho pensato a una frase sulla passione e sul giudizio. Ho pensato alle cose che vorrei fare. Ho pensato a quelle che devo ancora capire. Ho pensato a quello che voglio e a quello che oggi, semplicemente, non mi andava di fare.

E forse è proprio questo che mi sta facendo capire questo detox.

Una giornata senza social non è necessariamente una giornata straordinaria. È semplicemente una giornata nella quale ti accorgi di quante cose ci sono, anche nelle giornate apparentemente più normali, quando non senti il bisogno di riempire ogni momento con qualcosa da condividere, da raccontare o da controllare.

E oggi non ho fatto niente di straordinario.

Ho semplicemente vissuto una giornata.

Eppure, guardandola adesso, mi sembra tutt’altro che vuota.

Forse il punto non è scoprire quanto è interessante la vita degli altri quando spariscono i social.

Forse è scoprire quanta vita c’è nella propria quando finalmente le si lascia spazio.

E questa, per essere soltanto la seconda giornata, non mi sembra affatto una scoperta da poco.

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