Paradox Museum Parigi: vale davvero la pena visitarlo?

Avevo visto fotografie e video del Paradox Museum in diverse città del mondo e la curiosità di visitare anche quello di Parigi era tanta, soprattutto per capire se riuscisse davvero a sorprendermi oppure se le installazioni fossero molto simili a quelle che avevo già visto altrove. Dopo aver completato il percorso posso finalmente raccontarvi com’è andata, cosa troverete all’interno e, soprattutto, se secondo me vale davvero la pena inserirlo nel vostro itinerario parigino.

Dimenticate il classico museo nel quale si passeggia osservando opere d’arte o oggetti esposti dietro una teca, perché qui il visitatore diventa il protagonista assoluto. Ogni ambiente è stato progettato per mettere alla prova i nostri sensi attraverso illusioni ottiche, giochi di prospettiva, specchi, stanze inclinate ed effetti visivi che riescono a ingannare il cervello, dimostrando quanto la nostra percezione possa essere facilmente alterata.

Il percorso si sviluppa in maniera molto intuitiva e accompagna i visitatori da un’installazione all’altra senza mai risultare monotono. Alcune esperienze durano pochi secondi, altre invitano a fermarsi più a lungo per osservare con attenzione quello che accade o per trovare il punto esatto dal quale l’illusione prende vita. Proprio per questo motivo il museo è perfetto anche per chi ama fotografare ogni dettaglio e tornare a casa con immagini davvero particolari.

Tra le installazioni che mi hanno colpita di più troviamo la celebre stanza inclinata, nella quale tutto sembra sfidare la gravità, il bosco infinito creato grazie agli specchi che moltiplicano lo spazio fino a farlo sembrare senza fine, il labirinto di specchi dove orientarsi diventa sorprendentemente difficile e alcune illusioni prospettiche che riescono a far sparire parti del corpo o a modificare completamente le proporzioni delle persone.

Ogni installazione è accompagnata da una spiegazione che racconta il principio scientifico sul quale si basa l’effetto ottico, rendendo la visita non soltanto divertente ma anche interessante dal punto di vista educativo. Bambini e adulti riescono a vivere l’esperienza in maniera diversa, ma entrambi finiscono inevitabilmente per chiedersi come sia possibile che il cervello interpreti immagini tanto lontane dalla realtà.

Anche chi ama realizzare contenuti per i social troverà tantissimi angoli perfetti per fotografie originali. Il personale, inoltre, è sempre disponibile a suggerire il punto migliore dal quale scattare per ottenere l’effetto desiderato, dettaglio che ho apprezzato perché permette di vivere al meglio ogni installazione senza perdere tempo a cercare l’inquadratura giusta.

Per visitare il Paradox Museum consiglio di mettere in conto almeno un’ora e mezza, soprattutto se desiderate leggere le spiegazioni, provare tutte le installazioni e scattare qualche fotografia. Il percorso è completamente al coperto e rappresenta anche un’ottima alternativa durante una giornata di pioggia o quando le temperature estive rendono meno piacevole trascorrere molte ore all’aperto.

Lo consiglio?

La mia risposta è no, se avete già visitato musei di questo genere in altre città.

Negli ultimi anni i musei dedicati alle illusioni ottiche si sono diffusi un po’ ovunque e molte delle installazioni presenti a Parigi le avevo già viste altrove. L’effetto sorpresa, quindi, è stato inevitabilmente inferiore alle aspettative e, pur essendo un museo ben organizzato, moderno e curato, non ho trovato elementi tali da renderlo davvero diverso dagli altri.

Se invece non siete mai entrati in un museo dedicato alle illusioni ottiche, allora l’esperienza può essere divertente e rappresentare una piacevole pausa durante un soggiorno a Parigi, soprattutto se viaggiate con bambini o con un gruppo di amici.

Paradox Museum Paris, 38 Boulevard des Italiens

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