
Non volevo vederla. Emily in Paris. Mai. Tutti ne parlavano, tutti la guardavano, tutti sembravano impazziti per questa serie Netflix ambientata a Parigi. Io invece pensavo: “Serie patinata? Outfit da copertina? Dialoghi preconfezionati? No grazie, passo”.
Poi una sera, disperata, girovagavo tra le opzioni TV e non trovavo nulla che non mi facesse sospirare di noia. Così apro Netflix, metto Emily in Paris come sottofondo mentre lavoro al PC, giusto per avere qualcosa in sottofondo. Lo ammetto: non gli davo molta importanza.
E invece… ho mollato il PC. Emily, con la sua Parigi meravigliosa come sfondo, il suo stile esuberante e il suo francese da turista disperata, ha catturato tutta la mia attenzione. Quel francese che ti fa sentire immediatamente vicina a lei, perché diciamolo: chi non si è mai trovato in difficoltà davanti a un cameriere parigino? “Je… euh… un café s’il vous… no, aspetta… c’est…?” 🤣
La serie è una commedia leggera ma simpatica, colorata, con una Parigi così bella che ti fa venire voglia di passeggiare lungo le strade del Marais o fermarti a un caffè all’aperto. Quello che mi ha colpito davvero è stato riconoscermi in Emily: non tanto per lo stile, né per la capacità di indossare cappotti rosa shocking senza sentirmi ridicola… quanto per quel suo modo un po’ goffo, un po’ coraggioso di affrontare una lingua e una cultura che non sono le sue, ma che prova comunque a vivere con entusiasmo.
E così eccomi lì: assorbita dalla serie, sospirando davanti a outfit e scenari meravigliosi, immaginandomi per un attimo in quel mondo un po’ folle ma incredibilmente affascinante.
Emily in Paris non è solo una serie TV Netflix. È un piccolo triangolo surreale e improbabile: Emily, Parigi e io, che mi ritrovo a guardarla con occhi nuovi, a volte ammirati, altre volte esilarati, ma sempre intrappolata nel suo incantesimo di leggerezza e ironia.
Alla fine, forse, non era tanto il glamour a conquistarmi. Era la leggerezza, la simpatia e quel modo tutto francese di affrontare la vita…
