Sabrina Impacciatore conquista l’America: il talento che l’Italia non ha saputo valorizzare

Sabrina Impacciatore sta vivendo un momento che profuma di rivincita. Il 4 settembre uscirà The Paper, la nuova serie americana che la vede protagonista, e nel frattempo altri progetti oltreoceano la attendono. Una carriera che finalmente prende il volo, e non con uno scalo a Fiumicino, ma con biglietto solo andata verso l’America.

E qui viene il punto dolente: l’Italia, ancora una volta, si ritrova a fare la spettatrice. Perché? Perché noi, di talenti, ne abbiamo tanti, ma la meritocrazia non abita qui. O meglio: abita, ma in una villetta periferica, mai invitata alle grandi feste del potere e delle raccomandazioni.

Quante volte l’abbiamo visto? Attori, musicisti, registi, persino scienziati che da noi faticano a trovare spazio e rispetto, e che all’estero invece vengono accolti a braccia aperte. Non perché gli americani siano più buoni, ma perché lì contano i risultati. Qui da noi, invece, contano le “amicizie giuste”, il giro in cui ti muovi, la capacità di essere presente ai salotti che contano. E se non giochi quella partita, puoi essere un genio e restare comunque ai margini.

Sabrina Impacciatore è l’ennesimo esempio: talento, presenza scenica, capacità di passare dal dramma alla commedia senza sembrare fuori posto. Tutto questo in Italia l’ha fatta apprezzare, sì, ma mai davvero consacrare. Perché consacrare significa rischiare, investire, credere in qualcuno fino in fondo. E noi, diciamolo, preferiamo sempre la solita minestra.

E allora ecco che succede: quando il talento non trova terreno fertile qui, parte. Va altrove. E quando finalmente sboccia, ci resta solo la malinconia del “ce l’avevamo sotto gli occhi e non l’abbiamo visto”.

Ora Sabrina brilla a Hollywood, e noi da questa parte dell’oceano ci accontentiamo di guardarla brillare, con orgoglio sì, ma anche con l’amaro in bocca. Perché ogni volta che un talento deve andare via per realizzarsi, non è solo una vittoria personale: è una piccola sconfitta collettiva.

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