Ogni maledetto fantacalcio: quando Netflix non fa gol

A me piace quando un film riesce a sorprendermi, a farmi ridere e a raccontarmi qualcosa che resta. Qui, invece, non è scattata la magia. Sarà che il calcio non è proprio il mio pane quotidiano, sarà che la storia prometteva fuochi d’artificio e invece mi è sembrata una miccia bagnata.

L’idea non è male: un gruppo di amici uniti dal fantacalcio, una scomparsa misteriosa proprio nel giorno del matrimonio e dell’ultima giornata di campionato, una giudice irriverente che cerca la verità. Sulla carta, un mix tra commedia, giallo e satira sociale.
Peccato che sulla carta sia rimasto.

Il film gira e rigira intorno a personaggi che dovrebbero far ridere o far riflettere, ma che finiscono per sembrare macchiette un po’ stanche. È come quando apri la tua app del fantacalcio convinto di dominare la classifica e invece scopri che il tuo attaccante titolare è in panchina: delusione pura.

Giacomo Ferrara fa del suo meglio per reggere il ruolo del migliore amico sospettato, e Caterina Guzzanti regala qualche momento gustoso nei panni della giudice. Ma nel complesso, la squadra sembra senza allenatore. Ciascuno recita la sua partita, senza quel gioco di squadra che avrebbe reso la commedia davvero esplosiva.

Perché non mi ha convinto

Troppa ambizione, poca sostanza: commedia, thriller e satira si pestano i piedi a vicenda.

Pochi guizzi: manca quel colpo di scena che ti fa dire “wow”.

Personaggi poco approfonditi: più figurine che persone reali.


Insomma, Ogni maledetto fantacalcio non è un cartellino rosso, ma un pareggio noioso a reti inviolate.

Netflix ci ha abituato a prodotti italiani che sanno sorprendere, ma questa volta la partita è stata più noiosa di una domenica pomeriggio passata a guardare un 0-0 sotto la pioggia.

Lo consiglio? Solo se siete irriducibili del fantacalcio e volete ridere un po’ delle vostre stesse ossessioni. Altrimenti, meglio cambiare canale.

Un pensiero riguardo “Ogni maledetto fantacalcio: quando Netflix non fa gol

  1. Netflix produce serie tv in ogni parte del mondo, e quindi la qualità delle sue serie tv varia molto a seconda del luogo in cui sono state girate. Ad esempio, quelle orientali sono bellissime (in particolare quelle coreane), e ovviamente anche quelle americane, perché a Hollywood sono concentrati tutti gli sceneggiatori, i registi e gli attori più bravi del mondo. Le serie tv e i film italiani invece sono deboli, e lo sono per motivi oggettivi: non sono prodotti che possono piacere o non piacere, sono prodotti che hanno dei difetti innegabili anche per lo spettatore più di bocca buona.
    Un difetto l’hai citato tu stessa nel tuo post, ovvero i personaggi. Ad esempio, di recente ho provato a vedere la serie tv Netflix “Maschi veri”, e sono rimasto basito nel rendermi conto che TUTTI i personaggi maschili a cui fa riferimento il titolo erano odiosi al massimo. Può darsi che la cosa fosse voluta, ma anche se fosse rimarrebbe comunque una scelta cretina, perché se lo spettatore non trova nessun personaggio che gli ispira simpatia preme il tasto Indietro e si sceglie un’altra serie tv dal catalogo Netflix, non è che insiste a vedere uno show in cui chiunque appaia sullo schermo gli suscita disgusto o ribrezzo.
    Un altro difetto sono le storie, che sono fin troppo “locali”. Le nostre serie tv che sbarcano su Netflix avrebbero l’occasione unica di diventare famose in tutto il mondo (come è successo in Spagna con “La casa di carta”), ma la sprecano malamente trattando degli argomenti che interessano solo a noi italiani, e inserendo dei riferimenti che possono essere colti solo da chi vive in Italia. Anzi, addirittura alcune dinamiche le capisce solo chi vive da Roma in giù. Va detto comunque che questo difetto fa parte del cinema italiano in generale, e da prima ancora che esistesse Netflix: infatti ne parlava quest’articolo già nel 2010: https://www.mymovies.it/cinemanews/2010/46585/. Che ne pensi dell’articolo e delle mie considerazioni?

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