Catalogna con Lucrezia: tra Barcellona, Salou e la magia di PortAventura

Ricordo ancora il 2012.
Lucrezia attraversava la sua fase “Sesame Street” e in casa non si parlava d’altro. Elmo, Cookie Monster, Grover… erano diventati quasi di famiglia.
Io, da mamma, sapevo che quella passione meritava di essere vissuta dal vivo. Non un semplice pupazzo o un cartone, ma un incontro vero, in carne, ossa e… peluche.

Avevo iniziato le ricerche di notte, quando la casa era silenziosa. In America c’era un parco dedicato, ma era irraggiungibile in quel momento. Poi, tra un click e l’altro, scoprii PortAventura, in Catalogna. Non solo Sesame Street, ma anche Betty Boop e Woody Woodpecker.
Fu come se avessi trovato un biglietto dorato: decisi che a luglio saremmo partite.

Non prenotai dentro il parco, per una ragione precisa: volevo che quella vacanza fosse un mix di avventure e scoperte, non solo giostre. Scelsi l’Hotel Marinada a Salou, a 4 km dal parco, perfetto per famiglie.
Prenotai volo, hotel e bus. Il viaggio aveva preso forma, e dentro di me cresceva l’attesa di vedere lo stupore negli occhi di Lucrezia.

Partimmo in piena notte, con il sonno addosso e la valigia carica di aspettative. Il volo subì quasi due ore di ritardo, ma quando atterrammo in Catalogna, il sole e l’aria salmastra cancellarono ogni stanchezza.
In hotel ci accolsero sorrisi sinceri, un espresso degno di questo nome e un buffet che conquistò subito Lucrezia.

La nostra giornata a Barcellona fu un susseguirsi di “Oh!” e “Mamma guarda!”.
Plaza Catalunya, Casa Batlló, le Ramblas, Parc Güell… ogni luogo era una scoperta.
Quando arrivammo davanti alla Sagrada Familia, Lucrezia rimase immobile, con gli occhi grandi: pochi secondi di silenzio e poi la domanda più pratica del mondo:
«Mamma, possiamo comprare i regalini ai nonni?»

Capii in quel momento che per un bambino la meraviglia e il desiderio di condividere vanno di pari passo.

Il giorno del parco fu quello che aspettavamo di più. Attraversammo Mediterrania e Polinesia e, appena arrivammo a Sesamo Aventura, Lucrezia corse verso Elmo.
Non dimenticherò mai il suo abbraccio e il modo in cui, con orgoglio, consegnò a Cookie Monster i biscotti preparati a casa. Tutti applaudirono, e io dovetti trattenere più di una lacrima.

Tra spettacoli, parate e attrazioni, vidi mia figlia muoversi sicura, curiosa, felice. Era il viaggio che avevo immaginato: non solo un luogo, ma un’esperienza che le avrebbe lasciato un ricordo dolce e vivido.

La spiaggia di Salou era pulita, il mare calmo. Passammo ore tra giochi e passeggiate, e la sera ci perdevamo tra mercatini illuminati, con l’odore del mare che si mescolava a quello delle bancarelle.

L’ultimo giorno fu il più silenzioso. Entrambe sapevamo che stavamo lasciando qualcosa di speciale.

Oggi, a distanza di anni, so che quel viaggio è stato più di una vacanza:
è stato il nostro momento, la nostra avventura madre–figlia, il capitolo di un album di ricordi che ancora oggi sfogliamo insieme.

Ogni volta che Lucrezia rivede le foto con Elmo, mi guarda e sorride:
«Mamma ci torniamo?»
E io penso che certe domande non hanno mai bisogno di una risposta.

Link al post originale: https://blodiario.wordpress.com/2024/01/08/alla-scoperta-di-salou-barcellona-e-portaventura/

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