
Perdersi succede. Non è una colpa, non è un errore. Succede perché siamo umani, perché a volte la vita ti mette davanti a incroci che sembrano labirinti senza uscita, o semplicemente perché la stanchezza si accumula come una nebbia fitta che ti avvolge.
Succede anche quando non te lo aspetti, nei giorni normali, quelli che sembrano passare senza lasciare traccia, e invece ti scopri a chiederti: “Ma dove sono finita?”.
E allora, quando succede, io cerco di tornare a me con gesti semplici. Gesti che non hanno bisogno di grandi strategie o di rivoluzioni epocali, ma solo di presenza.
Scrivere, perché le parole sono come una mappa tracciata sulla pelle. Anche se è solo una frase sghemba, anche se è un pensiero che non vuole uscire pulito, scrivere è come riaccendere una luce.
Respirare, davvero respirare. Quello che facciamo così spesso senza pensarci, ma che quando lo fai con consapevolezza, ti riporta a casa, dentro te stessa.
Dormire abbastanza. Lo so, sembra una banalità, ma quando manca il sonno tutto si confonde, tutto si fa più difficile, come se camminassi su una strada fatta di fumo.
Dire la verità. Non quella urlata o da cartolina, ma quella piccola, quella che tieni stretta dentro e che ti serve per non tradire te stessa. Anche se a volte fa paura.
Non serve trovare subito la strada. Non serve avere tutte le risposte, né il piano perfetto. Basta non smettere di cercare, anche quando sembra che il mondo intorno ti chieda di fermarti.
Perdersi è umano. Ritagliarsi quei gesti per tornare a casa, ogni volta, è un atto di coraggio.
