
Scott Lang è il classico che ti fa ridere a cena e poi piange in bagno ascoltando Somebody to Love.
Uno che ha salvato l’universo ma continua a sentirsi una delusione perché ha dimenticato la recita di terza media di sua figlia.
Divorziato, ex ladro, supereroe a tradimento e padre con l’agenda da Tetris emotivo.
Scott è lo zio cool dell’MCU, ma sotto il sarcasmo c’è un uomo che vive nel costante dubbio di non essere mai abbastanza… né padre, né partner, né eroe. E nemmeno persona, a tratti.
Entra in terapia, si scusa, si restringe, si ingrandisce, si perde, si colpevolizza, si stringe nei suoi pantaloni a vita bassa e poi si siede.
E ti guarda. E tu capisci. Perché sì, è un idiota. Ma è anche tutti noi.
Diagnosi:
– Complesso dell’impostore in formato portachiavi
– Ansia da prestazione di chi ha promesso il mondo ma porta solo le patatine
– Senso di colpa da papà a tempo limitato e cuore a tempo pieno
– Sindrome del “non so che cazzo sto facendo ma ci metto tutto me stesso”
Terapia consigliata:
– Respirare. Ma non quando sei nella dimensione quantica, grazie.
– Lasciare il senso di colpa nel microonde insieme al passato.
– Abbracciare Cassie. E anche se stessi, ogni tanto.
– E magari ascoltare i consigli di una formica gigante saggia con il carisma di Morgan Freeman e la voce fuori campo di tua madre quando ti dice “hai mangiato oggi?”
P.S. Nessuno ha davvero idea di quello che sta facendo. Alcuni solo… lo fanno in piccolo.
