Cinecittà World: cosa aspettarsi oggi (e perché andarci lo stesso)

Siamo tornate a Cinecittà World.

Dopo tanto tempo. Dopo tanti ricordi.

Quelle montagne russe che ti si infilano nelle viscere e ti fanno urlare come se potesse servire a qualcosa.

Le nostre preferite?

🎢 Inferno, un viaggio dantesco tra gironi e loop, dove a un certo punto perdi il conto delle volte in cui la testa si stacca dal corpo.

🎢 Altair, la montagna russa con 10 inversioni: 10! Una più assurda dell’altra.

🌊 Aktium, il water coaster che ti illude con una piccola discesa e poi ti schianta in acqua da un’altezza che non sembra legale.

🎥 Volarium, il cinema volante che ti solleva in aria e ti fa fluttuare sopra paesaggi digitali con il vento in faccia e gli occhi pieni.

Ci siamo divertite, tantissimo. Ma.

(Perché c’è sempre un ma, quando ami qualcosa).

Il parco… è stanco. Si vede.

Quella stanchezza che non è vintage, è solo trascurata.

Quelle ragnatele che non fanno atmosfera, fanno decadimento.

E mi è dispiaciuto. Sul serio.

Perché Cinecittà World l’ho sempre sentito un po’ mio. Per quel mix strambo di cinema e adrenalina, per i dettagli, per l’idea.

E vederlo così, un po’ sbiadito, un po’ spento… fa male.

Credo che chi ha money, visione e voglia, dovrebbe intervenire. Prima che non resti più nulla da salvare.

(Il pranzo? Lasciamo stare. Prezzo da ristorante gourmet, qualità da mensa distratta).

Siamo andate di giovedì. Il parco chiudeva alle 19. Volevamo fare un salto a Roma World, mangiare qualcosa lì e vedere lo spettacolo “Roma on Fire”.

Spoiler: era tutto chiuso.

Colpa nostra che non abbiamo controllato prima, sì. Ma era il 25 luglio, giovedì, piena stagione… boh.

Comunque, ci siamo divertite un sacco.

Perché alla fine siamo fatte così: ci buttiamo, ci agitiamo, ci emozioniamo, e notiamo pure la ragnatela nell’angolo più remoto 😜

Ma l’amore per certi posti non ce lo leva nessuno.

Solo spero davvero che sia stato solo uno scivolone. E che qualcuno si ricordi quanto potrebbe essere bello, ancora.

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