Temptation Island non è trash: è la terapia di coppia nazionale a cui non puoi sottrarti (gratis, su Canale 5)

Ogni estate uguale: quelli che fanno gli intellettuali, dichiarano che “non lo guardano”, ma poi sanno tutto del falò, dei tentatori, dei tatuaggi dei tentatori, del sopracciglio di lui quando ha detto “non provo più le stesse cose”.

Ammettetelo. Temptation Island è il nostro Pride del disagio relazionale.

È la sagra del “non ti amo più ma non so stare senza controllarti le storie”.

È antropologia sentimentale. Altro che trash.

Non è solo un programma.

È un test INVALSI dell’intelligenza emotiva, fatto in costume, sotto il sole, con i neuroni che urlano “SCAPPA!”.

Ci sono fidanzati che dicono frasi tipo:

“Non è che non la amo. È che forse non so amare.”

“Mi sono avvicinato alla tentatrice perché mi ha ascoltato… e aveva il costume leopardato.”

“L’ho baciata, ma col pensiero ero già al confronto finale.”

(Ma vai dritto al confronto finale e togliti il disturbo, santo cielo.)

E poi parliamoci chiaro: alcune dinamiche ti parlano nell’anima.

Come Sonia B. e Alessio.

E qui mi fermo un attimo perché questa storia mi ha fatto riflettere davvero.

Sonia è una donna con una posizione, con la testa sulle spalle, con un conto in banca che probabilmente ha la password più lunga della sua pazienza.

Eppure… si ritrova con uno più giovane, palesemente immaturo, che, diciamolo, sembrava più interessato al pacchetto Sky e all’auto che a lei.

Ora: già oggi con i coetanei sembra di partecipare al Gran Premio dell’inadeguatezza emotiva.

E noi? Ci andiamo proprio a cercare la sfida: ci mettiamo con uomini più giovani, che non hanno ancora fatto l’aggiornamento software alla versione “responsabile 3.0”.

Volete fare questa esperienza? Ci sta.

Ma non investite, non costruite castelli quando loro hanno ancora i LEGO.

Usate la parte razionale, quella che vi fa dire: “Questo ragazzo è carino, ma non lo presento alla mia migliore amica né all’amministratore di condominio.”

E poi… la coppia dello scotch.

Sì, quella dello scotch sul letto per capire se lui ha “dormito” con un’altra.

Ora. Io capisco tutto. Ma ce la fai?!

Cioè, tu arrivi al punto di “scotch are” un letto manco fosse una scena di CSI, e ancora ti chiedi se è la persona giusta?

Tesoro, se il tuo istinto ti suggerisce strumenti adesivi per monitorarlo, non ti serve il confronto falò. Ti serve la fuga notturna col trolley già pronto.

E lo dico con amore: tutte noi abbiamo fatto gesti disperati, ma quando inizi a usare la colla come metodo di verifica, la relazione è in modalità escape room.

Temptation Island è uno specchio (scheggiato)

Ci mostra le nostre contraddizioni, i nostri momenti di debolezza.

Ci fa dire “ma come si fa a stare con uno così?” e poi ci ricordiamo che anche noi abbiamo lasciato passare certi “eh ma mi scrive solo quando beve”.

Temptation Island è l’estate in cui il tuo inconscio prende il sole.

È l’unico posto dove i sentimenti vengono trattati come magliette al mercato: “questa la tengo, questa la provo, questa la lascio”.

E alla fine, ridiamo sì. Ma impariamo anche qualcosa.

Ridiamo per non piangere.

Riflettiamo per non ricaderci.

E guardiamo Temptation perché, sotto sotto, abbiamo bisogno di sapere che non siamo sole nella follia amorosa collettiva.

Lì almeno si tradisce davanti a una telecamera.

Nella vita vera succede tra una consegna Amazon e un “sto uscendo con gli amici”.

Lascia un commento