Valeria Marquez è morta in diretta. Ma chi è rimasto vivo?

Valeria Marquez. Bellissima, truccata da paura, con una voce squillante e una vita davanti.
In diretta.
Poi quattro spari.
E la morte, che questa volta non arriva sfocata, ma in HD e con audio pulito.

Ho guardato. Non volevo. Ma ormai era lì.
Come quando vedi un incidente in autostrada e non riesci a non girare la testa.

Una storia di narcos, gelosie, amiche serpenti e amicizie da taglio netto.
Un cartello messicano sullo sfondo, ma il vero orrore sta in primo piano: in chi stava con lei e ha chiuso la live come si chiude una finestra quando entra il freddo. Senza tremare.
Senza urlare.
Senza niente.

E ora?
Ora siamo nel sequel.
Una sagra del macabro digitale, dove ognuno ha la sua teoria, il suo frame da analizzare, il suo contenuto da buttare nel mucchio.

Perché, ammettiamolo, non è più la realtà che entra nei social.
È il contrario.
È TikTok che riscrive la realtà.
E la trasforma in horror, commedia, mistery o reality show. Dipende dall’hashtag.

Il problema?
Che la morte non fa più paura. Fa views.
E in fondo, a noi, basta che sia interessante.

Valeria è morta il 13 maggio.
Io continuo a chiedermi se esista un tasto esc da questa follia.

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