Il live action di Biancaneve: una favola da incubo!



Avete presente quei classici Disney che ci hanno fatto sognare da bambini? Quelli con i colori vivaci, le musiche indimenticabili e personaggi che sembrano usciti da un sogno? Biancaneve e i sette nani è uno di quei capolavori senza tempo, una favola semplice ma carica di magia che ha fatto la storia dell’animazione.

E ora, come se non bastasse, qualcuno ha deciso che era ora di “modernizzare” tutto con un live action (dall’11 giugno disponibile anche su Disney+). Io amo i musical, adoro l’idea di trasformare queste fiabe in live action, ma questa volta… qualcosa è andato storto. E parecchio.

1. La CGI imbarazzante

Partiamo dagli effetti speciali: la CGI di questo film sembra uscita da un videogioco low budget, scadente. Invece di immergermi nella favola, sono rimasta a fissare con orrore alcune scene digitali che sembravano fatte con il copia-incolla di texture, con luci che non sanno dove andare e animazioni più rigide di un robot con il mal di schiena. Insomma, un vero peccato perché la tecnologia oggi offre possibilità infinite, ma qui sembrava che qualcuno avesse deciso di risparmiare a tutti i costi.

2. Grimilde e il costume da mercatino di Halloween

Poi c’è la regina cattiva, Grimilde. La figura che dovrebbe essere il perfetto mix di eleganza, terrore e magnetismo. E invece? Un costume che sembra uscito da un mercatino di Halloween della peggior specie, con stoffe e dettagli che fanno più ridere che paura. La mia reazione? “Ma chi gliel’ha fatto mettere?!” Per una villain così iconica, un look così brutto è un insulto all’originale.

3. Il musical… ma con canzoni da far piangere

Io ADORO i musical, e una rivisitazione in questo senso poteva essere la carta vincente. Ma il problema non è il formato, è la qualità delle canzoni. Le melodie originali, quelle che ti fanno cantare sotto la doccia da anni, sono state quasi completamente sacrificate per brani nuovi e dimenticabili, privi di quel calore e quella magia che ti fanno davvero entrare nella storia. Il risultato? Un musical che fa più sbadigliare che sognare.

4. Biancaneve o “la principessa senza identità”?

Forse la cosa che mi ha infastidito di più è stata Biancaneve stessa. Non è più quella ragazza dolce, ingenua ma coraggiosa che tutti conosciamo. No, qui è una specie di ibrido confuso: un po’ Cenerentola, un po’ Belle, (a tratti ho pensato anche ad Elsa) con un pizzico di ogni altra principessa Disney, come se gli sceneggiatori avessero detto “prendiamo un po’ da tutte e vediamo cosa esce”. Il risultato è una protagonista sbiadita, senza personalità vera, che fatichi a distinguere o a cui ti senti di affezionarti.

5. I nani e l’atmosfera: un disastro senza appello

I sette nani, personaggi iconici per la loro simpatia e umanità, sono irriconoscibili. Invece di quei compagni buffi e affettuosi, sembrano personaggi secondari senza spessore, quasi fastidiosi. L’atmosfera generale è lenta, pesante, a tratti noiosa, senza quel ritmo incalzante e quella leggerezza che rendono la favola piacevole da guardare.

Scusa Zio Walt, ma ti prego fa qualcosa perché questa non è Magia!

Se siete cresciuti con la versione animata di Biancaneve, questa nuova versione rischia seriamente di farvi venire il mal di testa. Non è un disastro totale, ma è una delusione sotto molti aspetti: dalla CGI al look dei personaggi, dalle canzoni all’assenza di una vera anima.

Se invece volete vedere un tentativo di “modernizzare” una favola senza rispettarne la magia originale, questa versione è perfetta. Per me, invece, è meglio tornare a guardare l’originale: quello sì che era un capolavoro, con colori, musiche e quella magia che qui manca completamente.

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