Donne Over 50: Uniche o Tutte Uguali?

Ci hanno sempre detto che il tempo non si ferma, ma ci hanno anche insegnato a combatterlo. In particolare, per noi donne, il passare degli anni non è mai stato visto come un segno di saggezza e crescita, ma come qualcosa da nascondere. E così, a un certo punto, diventiamo tutte uguali. Tendenzialmente, tutte rifatte, tutte perfette, tutte pronte a dimostrare al mondo che, sì, siamo ancora giovani, belle, in forma. Ma c’è qualcosa che non quadra in questa corsa all’immortalità estetica.

Le donne over 50 oggi sembrano quasi tutte appartenere a un unico, perfetto stampo: pelli levigate, capelli sempre impeccabili, corpi tonici e privi di rughe. Una visione che non lascia spazio a quelle imperfezioni che fanno parte di ogni essere umano, che raccontano una vita vissuta, fatta di sorrisi, lacrime, esperienze. Ma niente di tutto questo sembra più ammesso: se vuoi far parte del mondo della bellezza, devi rimanere ferma nel tempo. Devi sembrare giovane, sempre, perché l’età, quella vera, è un fastidio, un difetto.

In questa gara all’apparenza, non ci rendiamo conto che il rischio più grande è perdere la nostra identità. Perché, se guardiamo bene, queste donne “perfette” sembrano tutte uguali. Non sono più individualità, ma versioni seriali di una bellezza senza cuore, una bellezza costruita e non vissuta. Siamo diventate bambole di plastica, riproduzioni standard di un concetto di bellezza che ci è stato imposto, non scelto.

E poi c’è lui, l’uomo che afferma di amare “le donne vere”. Quello che, quando la parola “autentico” entra in scena, annuisce con convinzione, parlando di naturalezza, di bellezza senza artifici. Eppure, non appena si trovano davanti una bocca con labbra più grosse di un canotto, tettone rifatte e zigomi che sembrano usciti direttamente dal volto di Maleficent, iniziano a sbavare. “Sono così belle, così sensuali”, si dicono, mentre l’ideale di bellezza che propugnano con le parole non ha nulla a che fare con la realtà che poi desiderano nella loro visione di donna.

C’è una dissonanza, un divario che diventa sempre più profondo: da un lato l’uomo che predica la naturalità e dall’altro il suo desiderio per l’artificio, per l’estremo, per quella bellezza che sembra essere solo il frutto di un intervento chirurgico o di un filler ben riuscito. In fondo, quello che chiedono alle donne non è mai essere veramente sé stesse, ma piuttosto incarnare un ideale che può essere manipolato, perfezionato, controllato.

Ma se ci fermassimo per un attimo a riflettere? Forse, nel cercare di fermare il tempo, abbiamo dimenticato di vivere il presente. Forse, se non avessimo paura di farci vedere imperfette, di abbracciare le rughe, le cicatrici, i segni della vita, potremmo davvero essere libere di esprimerci, di mostrare chi siamo senza paura.

Le donne over 50 non sono tutte uguali, non sono tutte rifatte. Siamo una moltitudine di storie, esperienze, sorrisi stanchi e occhi pieni di saggezza. Non dobbiamo essere perfette. Dobbiamo essere autentiche. E, forse, se lo fossimo davvero, smetteremmo anche di cadere in questa trappola del “vero” e del “finto”, smettendo di inseguire un’idea di bellezza che cambia con le mode e ritrovando la nostra.

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