
Ci sono persone che non leggono mai il tuo blog (o fanno finta…)
Mai.
Zero.
Non uno sguardo, non un like di compassione, non un “eh, ho aperto il link ma c’erano troppe parole”. Non un commento, non una reazione con cuore finto. Niente. Silenzio cosmico.
E va bene così, eh. Ognuno ha i suoi gusti. Magari preferiscono i video di gattini che suonano il pianoforte o i reel motivazionali in cui una voce cavernosa ti dice che sei una tigre (anche se stai mangiando patatine da tre ore sul divano). O magari sono più da sudoku.
Poi ci sono quelli che leggono tutto.
TUTTO.
Lo so, perché aprono ogni link, guardano ogni storia, cliccano su ogni reel. Ma non interagiscono MAI. Come fantasmi digitali addestrati da un monastero zen.
Manco fossi OnlyFans, e invece sto scrivendo GRATIS da anni.
Questi sono i campioni olimpici del “ti leggo in silenzio”.
Non sia mai ti mettono un like, perché poi si capisce che esisti.
Che scrivi bene. Che hai un’idea interessante.
Un attimo e poi bisogna riconoscere il tuo valore. Panico!
Ma li senti, oh se li senti.
Alle cene o quando li incontri per strada, ti citano articoli riga per riga.
“Ah sì, ho visto che hai parlato del parco giapponese abbandonato pieno di gatti e unicorni… molto carino!”
E tu lì, a pensare: E UN LIKE NO? UNO? Manco di pietà?
Però, c’è un però.
Queste stesse persone, che il blog manco sanno come si scrive (spoiler: si scrive con la G), magicamente riappaiono quando devono sapere:
“Qual è il museo più instagrammabile con aria condizionata in Toscana?”
“C’è un parco a tema carino ma non troppo affollato per bambini che odiano la gente?”
“Sai se c’è qualche mostra a Milano dove non si deve fare la fila?”
“Consigliami qualcosa di originale per il weekend, ma non troppo costoso, vicino, sorprendente, comodo, accessibile e anche un po’ magico, grazie.”
“Mi dai una dritta per Disneyland Paris?” (un evergreen…)
E tu lì, a scrollare le 57 guide che hai scritto esattamente su quel tema, trattenendo l’impulso di rispondere con un link e la scritta “CERCATEVELO DA SOLI”.
Ma non finisce qui, perché poi ci sono loro.
I veri professionisti del “mi hai rotto le scatole”.
I classici.
Quelli che ti hanno tolto l’amicizia perché “pubblichi troppi articoli”, “sempre ‘sta roba dei musei”, “basta con i parchi a tema, cresci”.
Ripeto “perché pubblichi troppo”.
Ma attenzione: mica troppe foto del gatto o selfie in ascensore.
No. Troppi articoli. Troppi contenuti. Troppa roba interessante, e chi ha tempo di leggere ‘sta roba?
E allora puff, spariscono.
Unfriend.
Così, freddi come una granita alla menta in Antartide.
Eppure… anche loro torneranno. Oh, se torneranno.
E con tono casual:
“Ehi ciao, scusa il disturbo… So che sei esperta di queste cose… Avresti per caso un consiglio per un evento super particolare che non conosce nessuno?”
“Ehi scusa se ti disturbo, ma sai dirmi se c’è qualcosa di bello da fare domenica con i bambini?”
ZAAAN!
Bentornati, amici opportunisti. Il blog non vi manca mai quando vi serve.
Sì, ce l’ho. È il tuo karma che ti aspetta dietro l’angolo con un abbonamento premium al mio blog.
PS: Se sei una di quelle persone che mi legge davvero e mi supporta con like e condivisioni, ti ringrazio. Di cuore.
Se invece sei una di quelle che non mi legge o lo fa e fa finta che non esisto ma mi chiede consigli… tranquilla, ti voglio bene lo stesso. Ma la prossima volta la risposta sarà un link.
Con il mio IBAN!
