Facciamo una passeggiata a San Vito?

San Vito Chietino è il paese dove sono nate mia madre e mia zia e lo frequento praticamente da bambina. Durante l’ultima passeggiata che ho fatto lì con Lu’ e mia zia, ho riscoperto alcuni luoghi che avevo dimenticato e altri che non avevo mai visto.
San Vito è una cittadina turistica ed è conosciuta prevalentemente per due motivi: il mare e il legame che aveva D’Annunzio.
Tra i luoghi che non conoscevo e che non avevo mai visitato c’era l’Area Archeologica Murata Bassa del I secolo d.C. attiva fino al VI secolo. Un sito archeologico scoperto nel 1991 che ha portato alla luce una costruzione che fungeva da fornace dell’epoca tardo repubblicana, delimitata da basi in pietra di forma quadrata e circolare. Si è pensato che fosse una fornace in quanto in quel luogo sono stati ritrovati oggetti in terracotta e ceramica e monete del tardo impero. Purtroppo questo luogo è al limite dell’abbandono, vandalizzato, ma allo stesso tempo quando siamo andate noi, era pieno di persone in visita.


San Vito Chietino offre un’ampia scelta per quanto riguarda i ristoranti di pesce e noi abbiamo pranzato alla Trattoria di Mare La Piazzetta, cibo buonissimo e personale gentilissimo e sorridente. Noi abbiamo dovuto aspettare una mezz’oretta prima di poterci sedere, quindi in periodi “affollati” sicuramente è preferibile prenotare.


San Vito paese è una piccola bomboniera: vicoletti caratteristici e colorati, panchine che riportano frasi famose e tantissimi fiori. Da Corso Trento e Trieste si arriva al Belvedere Marconi dal quale ammirare la Costa dei Trabocchi oltre ad esserci la piccola Chiesa di San Francesco di Paola. C’è anche un piccolo teatro all’aperto che si chiama Due Pini, ricavato dal giardino di quello che era Palazzo Caracciolo, ora sede comunale.


E poi come perdersi l’Eremo D’Annunziano! Il luogo dal quale Il Vate trasse ispirazione e ambientazione per Il Trionfo della Morte e nel quale vi soggiornò dal 23 luglio al 22 settembre 1889 insieme alla sua amante Barbara Leoni. Quest’ultima, morta a Roma nel 1949, nel 2009 il suo corpo è stato trasferito dal Cimitero del Verano e sepolto nel giardino di quella casa dove aveva vissuto la storia d’amore con Gabriele D’Annunzio.
Un panorama suggestivo e da una parte si può scorgere il Trabocco Turchino, e dall’altra il promontorio che fu lo scenario nel Trionfo della Morte della “fine” dell’amore tra Giorgio e Ippolita. Una panchina che riproduce la nostra penisola creata dallo scultore Vito Bucciarelli è posizionata al centro del belvedere con il nome “Panchina dei Sogni” e vi assicuro che nonostante tutte le recensioni del piffero che ho letto, questo luogo è magico davvero!

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