
Non ero mai stata a Goriano Sicoli e l’occasione è arrivata quando mia zia aveva delle cose da sbrigare in questo borgo medievale.
Io odio le altezze (non per niente sono di una città di mare) e Goriano sorge su una collina che si affaccia sulla Valle Subequana a 720 metri sul livello del mare, quindi man mano che salivamo, saliva anche la mia ansia… ma per fortuna guidava mia zia.
L’accesso al borgo è contraddistinto dalle porte con archi gotici e tra le cose da non perdere c’è la Chiesa di Santa Maria Nuova costruita sui ruderi del castello feudo di Rinaldo conte di Celano.
Ci siamo fermate accanto alla Fontana Pubblica Monumentale inaugurata nel 1888 durante il regno di Umberto I. Mentre mia zia era impegnata con alcuni parenti, io sono andata a vedere più da vicino. La fontana è ornata da due delfini poggiati su delle alghe e sorreggono uno scudo con lo stemma di casa Paolucci e quello civico. L’acqua della fontana sgorga da alcuni classici mascheroni a forma di testa di leone e molte persone si fermano a riempire le proprie bottiglie perché l’acqua è davvero molto buona.




Il caldo era davvero torrido e ci dirigiamo verso il paese di Raiano a prendere un gelato. Ci fermiamo al Cafè Plaza, un piccolo bar molto carino e il gelato era davvero ottimo. Quando usciamo la mia attenzione viene catturata da due murales.
In realtà i murales sono 8 e dedicati a Umberto Postiglione per ricordare i 100 anni dalla sua morte. Umberto Postiglione era un abruzzese emigrato che lottava per la rivendicazione di libertà e diritti e fu un punto di riferimento per i tanti emigrati dell’epoca. Quando tornò in Abruzzo fece il maestro e lo scrittore.


Una volta “rinfrescate”, mia zia che è un caterpillar in gonnella esordisce “Andiamo a fare un giro alle Gole di San Venanzio?”
Le Gole di San Venanzio (area naturale protetta che si trova nel territorio del Comune di Raiano) sono attraversate dal Fiume Aterno che le ha scavate e forgiate rendendo il paesaggio di una bellezza senza paragoni.
L’Eremo di San Venanzio è incastrato tra le pareti della gola, immerso nel verde e contraddistinto da alcune pitture rupestri del neolitico, senza dimenticare la sorgente di acque sulfuree “La solfa”.
La Chiesa di San Venanzio (originario di Camerino, si ritirò qui ma nel 259 venne arrestato e martirizzato nel suo paese natio) ha al suo interno una Cappella, le celle dove abitavano gli eremiti, una saletta dove è possibile vedere gli ex voto dei credenti. Uscendo si possono ammirare la loggia esterna che si affaccia sul fiume, e la Scala Santa ricavata dalla parete.
C’è la possibilità, accanto all’ingresso della Chiesa, di portare con sé un ricordo della visita grazie ad un timbro.
Un posto davvero magico, silenzioso e fresco con un comodo parcheggio, seppur piccolino, e un’area ristoro con tavoli e un bar.












