Ma quanto è bella Padova?

Qualche tempo fa mi arriva un invito alla Conferenza Stampa e alla visita in anteprima della mostra “Disney. L’arte di raccontare storie senza tempo” presso il Centro Culturale Altinate San Gaetano a Padova. Quale migliore occasione per tornare in quella città che non visitavo più da bambina?

Arriviamo alla Stazione di Padova poco prima delle 8 del mattino e ci dirigiamo verso il centro a piedi. Silenzio, calma e una città che si anima un po’ alla volta ci stupiscono e ci avvolgono.
Ma, dopo aver viaggiato tutta la notte (abbiamo preso un Intercity da Pescara a Padova con cambio a Bologna), avevamo bisogno di fare colazione e trovo un localino carino con uno staff sorridente e gentilissimo: Lilium Pasticceria Al Santo, che si trova proprio vicino alla Basilica di Sant’Antonio di Padova.
Io opto per un dolce che si chiama Pistacchino ed un caffè, e Lu’ un tramezzino (sì lo so, sono le 8 del mattino, ma ha sempre preferito il salato al dolce) e un caffè.
Cos’è il Pistacchino? Io mi aspettavo una classica brioche con il pistacchio e invece no!
E’ un dolce di pasta sfoglia con il pistacchio che dalle mie parti chiamano aragostine.
Questa pasticceria è un laboratorio artigianale, hanno tantissimi dolci esposti e oltre a qualche posto a sedere interno, hanno sedie e tavoli all’esterno sotto i portici, dai quali ammirare la Basilica… una vista meravigliosa!

Sono tanto legata a Padova, l’ultima volta in questa città probabilmente avevo 6 – 7 anni ed ero con mia madre. Mi chiamo Antonella per un motivo: la mia mamma, dopo aver perso quelli che sarebbero dovuti essere i miei fratelli, fece un voto a Sant’Antonio di Padova e dopo avermi dato questo nome, da piccolissima mi portò in questa Basilica.
La Basilica di Sant’Antonio di Padova è imponente e bellissima e, una volta là davanti, ho sentito la necessità di entrare. Lucrezia dopo la perdita del nonno (il mio papà), non è riuscita più ad entrare in una chiesa, quindi entro in Basilica da sola, e con il senno di poi ho capito che doveva essere così perché ho vissuto un’esperienza molto forte.
Non so spiegare nello specifico cosa ho provato, ma le emozioni erano assurde tanto quanto il senso di appartenenza e legame. Mi sentivo trascinata nel camminare e mentre giravo vedo, in una parte della Basilica, un sacerdote che apriva il cancelletto dove faceva le benedizioni e decido di andare. Mi chiede come mi chiamo, io gli racconto perché ho questo nome, una parte della mia storia e lui mi benedice. Non posso negare che ho cominciato a piangere in maniera imbarazzante e al solo ripensarci ora, mi commuovo… è stata un’esperienza davvero intensa!
All’interno della Basilica di Sant’Antonio tra le innumerevoli cose da vedere, c’è la cappella dell’Arca di Sant’Antonio e ricordo la mia mamma che poggiava la mano sulla lastra tombale.
Già perché i fedeli sostano lì davanti poggiando la mano e pregando, chiedendo a Sant’Antonio di intercedere presso l’Altissimo. Anche questa è un’esperienza abbastanza forte che non lascia indifferenti.

Una volta uscita e tornata da Lu’ che mi aspettava, decidiamo di girare un pò senza meta e viene tutto facile, visto che il centro di Padova è fruibilissimo a piedi.
Abbiamo notato tanti localini davvero carini e in un negozio di giocattoli in vetrina abbiamo visto il Monopoly versione La Serenissima!
Nei vicoli e sotto i portici è facile incontrare dei murales, dai meno conosciuti fino al più instagrammato: Darth Vader!

Tra le altre cose, abbiamo notato dei libri lasciati sui muretti di case, ponti e quant’altro in modo che, se possono essere utili a qualcuno, li può tranquillamente prendere.


Ma camminando camminando… “Ma’!!! C’è lo Starbucks!!! Posso prendermi il Pumpkin Spice!!!”

Sì, noi siamo amanti di Starbucks da tempo immemore e ogni volta che in una città ce n’è uno, tocca entrare.


Dopo la Conferenza Stampa e la visita in anteprima della mostra “Disney. L’arte di raccontare storie senza tempo presso il Centro Culturale Altinate San Gaetano, dovevamo pranzare ed io non volevo andare né in un ristorante classico, né in un fast food. E cosa attira la mia attenzione? Il Ramen Boom Bar, un localino a tema manga/anime dove Lucrezia ha mangiato un ottimo ramen e non mi ricordo cos’altro (non sono ferrata con i nomi “giapposotti”), ed io alla tenera età di 53 anni, ho imparato ad usare le bacchette!

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