Un pugno allo stomaco

Ho sempre desiderato essere madre e visitare il luogo che vi sto per raccontare, mi ha dilaniata profondamente.
Mi trovavo a Firenze e decido di andare a visitare il Museo degli Innocenti. Quando sono arrivata quell’edificio così austero, grigio, nonostante le varie effigi di bambini in fasce, mi ha intristito enormemente, ma non ancora avevo visto ciò che mi avrebbe fatto scendere le lacrime di lì a poco: la ruota, che qui si chiama la Pila, dove venivano adagiati i bambini abbandonati. Non credo di aver mai provato una sensazione di vuoto e di angoscia come quel giorno, ma nonostante tutto decido di entrare.

Il Museo degli Innocenti si articola attraverso tre percorsi tematici: Storia, Architettura e Arte.
Per quanto riguarda la Storia è presente un Archivio con tutti i vari documenti, gli spazi dove vivevano i bambini, e tante opere di vari artisti.
Nelle sale espositive la storia dell’Ospedale è narrata fin dalle sue origini grazie a manufatti e opere d’arte.

Un altro pugno allo stomaco l’ho provato entrando nella sala dei cosiddetti “segnali”: 140 cassetti estraibili contenenti piccoli oggetti. Questi “segnali” di riconoscimento venivano nascosti tra le fasce dei neonati al momento dell’abbandono, ed erano spesso oggetti divisi in due per fare in modo che se un giorno la famiglia d’origine avesse potuto riprendere con sé il bambino, sarebbe riuscita a dimostrare l’appartenenza.

Nel complesso monumentale è possibile poi visitare il Cortile degli uomini e il Cortile delle donne, spazi che per lungo tempo sono stati il cuore dell’Istituto.
La collezione all’interno del Museo contiene capolavori di artisti quali Domenico Ghirlandaio, Luca e Andrea della Robbia, Sandro Botticelli, Piero di Cosimo, Vincenzo Ulivieri, Giovan Battista Naldini e Francesco Morandini (questi ultimi tre artisti cresciuti agli Innocenti e avviati alla pittura dal priore Vincenzo Borghini).

Ci tornerò? Sicuramente, anche perché intendo portarci Lù che questa volta non era con me. I ragazzi dovrebbero vedere questi pezzi di vita vera, di dolore, ma anche di accoglienza perché qui, al Museo degli Innocenti, li respiri tutti!

Febbraio 2022

Lascia un commento