
Una riflessione nata dopo la visione del docufilm di Netflix “The Social Dilemma” e scritta di getto condividendola su Facebook (a proposito di social).
Ho iniziato a usare internet quando c’erano i famosi modem con quel crrr crrr fastidiosissimo, ho frequentato i vari mIrc, Yahoo Chat, Supereva, My Space, Splinder e compagnia cantante.
Allo stesso tempo, curiosa per natura dalla nascita, ho sempre cercato di informarmi, capire i meccanismi e ammetto che il tutto mi è stato facilitato, perché la parte materna della mia famiglia era cresciuta a pane e computer.
Nel 2009 mi sono iscritta su Facebook e lo utilizzavo in primis per trovare notizie ed eventi per bambini.
Dal 2016 in poi uso i social in generale, per il blog (perché la gente, non solo i social, esige, pur non ammettendolo, vedere chi c’è dietro il blog) e poi perché mi diverte enormemente dire la mia opinione anche quando il 90% degli utenti non la condivide.
Fatta questa premessa, ieri mentre ero intenta a vedere Lucifer, mi imbatto in The Social Dilemma.
Stamattina un addetto ai lavori, che stimo moltissimo come professionista, dopo aver visionato questo docufilm, pubblica un post sulla sua bacheca e oggi pomeriggio decido di vederlo anch’io dopo aver letto le sue considerazioni.
Le mie, di considerazioni, le ho appuntate alla vecchia maniera, carta e penna (in questo non sono affatto tecnologica).
Chiedo venia se urterò la “sensibilità” di qualcuno, ma chi mi conosce, sa che dico sempre ciò che penso senza abbellirla inutilmente.
Il problema dei social è l’utente medio attuale: zero personalità, zero facoltà di libero pensiero, zero cultura e tanta ignoranza. I social si cibano, ingrassano facendo profitti enormi a discapito della libertà intellettuale di tutti, non solo di quelli di cui sopra.
La cosa preoccupante è che queste persone sono anche genitori.
Il MALE è l’ignoranza e il “sistema” social si può fottere rimanendo UMANI, operando le nostre scelte, essendo curiosi, avendo voglia di scoprire, andando oltre le nostre abitudini ed eliminando la fossilizzazione del libero pensiero.
“LA MINACCIA NON È LA TECNOLOGIA, MA LA PARTE PEGGIORE CHE LA TECNOLOGIA TIRA FUORI DALLA SOCIETÀ!”
All’algoritmo di Facebook non piace questo elemento (solo gli addetti ai lavori rideranno).
Settembre 2020
