
Mentre la maestra A. leggeva Pinocchio, io nella mia mente immaginavo di essere Pinocchio e di vivere la sua avventura, e mi dispiaceva quando Pinocchio si comportava male per colpa degli altri, ad esempio quando i compagni di classe dissero che sarebbero andati alla spiaggia a vedere il pescecane e Pinocchio li seguì, ma poi un compagno si fece male e se ne scapparono lasciandolo lì e la polizia diede la colpa a lui e io pensavo : “Uffa, ma non possono cercare altre prove?!”
Ma, invece, quando Pinocchio faceva cose belle e mature, in testa esultavo, come quando Pinocchio decise di andare a scuola. Anche se può sembrare strano io, a volte, mi sento un po’ come Pinocchio perché tutti diciamo bugie ma poi vengono scoperte, proprio come quando Pinocchio aveva detto alla Fata Turchina una bugia, ma poi lei capì (dal naso) che diceva delle cose non vere. C’è una differenza tra me e Pinocchio, che a lui cresce il naso e io rido sorridendo.
Secondo me la gente non dovrebbe dire agli altri “Pinocchio” perché lui non ha detto solo bugie ma ha fatto anche molte altre cose importanti, che l’hanno fatto diventare grande, maturo e un bambino vero. Quindi quando le persone dicono ad altre “Pinocchio” per me non è una cosa brutta, ma un complimento perché lui ha fatto molte cose buone e mature.
Lucrezia, 9 anni
Maggio 2016

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