
Quante volte vi è capitato di leggere un post, comprenderlo perfettamente e poi scorrere i commenti ritrovandovi davanti persone che sembrano aver letto un contenuto completamente diverso? A me, ultimamente, succede sempre più spesso e devo ammettere che sto iniziando a chiedermi se abbia ancora senso dedicare così tanto tempo a creare contenuti che, molto spesso, vengono commentati senza essere stati realmente compresi.
Badate bene, non sto parlando di chi non è d’accordo con me. Il confronto mi è sempre piaciuto e continuerà a piacermi, perché nessuno possiede la verità assoluta e ascoltare opinioni diverse può essere uno stimolo a riflettere, a cambiare prospettiva o semplicemente ad approfondire un argomento. Il problema nasce quando il confronto non riguarda quello che è stato scritto, ma quello che qualcuno ha immaginato di leggere.
L’episodio che mi ha spinto a scrivere questo articolo riguarda un post dedicato ai prezzi dei ristoranti di Disneyland Paris. Ho raccontato la mia esperienza, spiegando che quel giorno avevo pranzato allo Chalet de la Marionnette con mezzo pollo allo spiedo, insalata e bibita spendendo 16 euro e aggiungendo una riflessione molto semplice: all’interno del Resort esistono anche opzioni che permettono di mangiare senza spendere cifre esagerate, contrariamente a quanto spesso si legge o si sente raccontare.
Una frase semplice, chiara e, almeno ai miei occhi, difficilmente equivocabile.
Eppure sono arrivati commenti che parlavano di hamburger da 22 euro, di famiglie di quattro persone che spendono cifre importanti e, cosa che mi ha infastidita molto più del resto, qualcuno ha persino scritto che quello che avevo pubblicato “non era onesto”.
Onesto.
Una parola pesante, che non riguarda un’opinione, ma una persona.
A quel punto mi sono chiesta dove avessi scritto che mangiare a Disneyland Paris costa poco. Ho riletto il mio stesso post per essere sicura di non essermi espressa male, ma quella frase non esisteva. Non avevo scritto che tutti i ristoranti sono economici, non avevo scritto che una famiglia di quattro persone spende poco e non avevo nemmeno sostenuto che Disneyland Paris sia una destinazione low cost. Avevo semplicemente raccontato un’esperienza concreta, con un prezzo reale, per dimostrare che esistono anche alternative più accessibili.
Ed è proprio questo che mi lascia perplessa.
Sempre più spesso ho l’impressione che si leggano le prime due righe, si costruisca il resto del discorso nella propria testa e si inizi a commentare quella versione immaginaria del testo, non quella realmente pubblicata. Così il confronto sparisce e viene sostituito da una serie di risposte che non hanno nulla a che vedere con ciò che l’autore aveva scritto.
Vi assicuro che, alla lunga, tutto questo è estremamente stancante.
Creare contenuti richiede tempo. Richiede studio, esperienza, verifiche, fotografie, video, ore trascorse a scrivere e riscrivere perché ogni parola sia il più possibile chiara. Quando poi ti ritrovi a dover spiegare dieci volte che non hai mai detto una determinata cosa, la sensazione è quella di parlare una lingua diversa da quella di chi legge.
Forse è proprio per questo che oggi riesco a capire molto meglio tanti blogger e creator che, dopo anni di attività, decidono di prendersi una pausa o addirittura di abbandonare i social per qualche tempo. In passato pensavo che fosse solo una questione di algoritmi, di numeri o di stanchezza fisica. Oggi credo che una parte della fatica derivi anche da questo continuo dover giustificare parole mai pronunciate e difendersi da interpretazioni che nulla hanno a che fare con il contenuto originale.
Lo confesso senza giri di parole: negli ultimi giorni ho pensato seriamente di smettere di pubblicare. Non perché mi manchino gli argomenti o la voglia di raccontare Disneyland Paris e la mia vita in Francia, ma perché è frustrante vedere il proprio lavoro trasformarsi nell’ennesima discussione nata da una mancata comprensione di un testo scritto, tra l’altro, in un italiano semplicissimo.
Probabilmente continuerò a condividere ciò che mi piace, perché so che dall’altra parte ci sono tantissime persone che leggono con attenzione, fanno domande pertinenti e partecipano alle discussioni con educazione, ma sentivo il bisogno di scrivere queste righe anche per lanciare un piccolo invito.
Prima di commentare, prendetevi un minuto in più. Leggete fino alla fine. Se qualcosa non vi è chiaro, rileggetelo. E solo dopo esprimete il vostro pensiero.
Perché il dissenso non mi ha mai spaventata e non sarà certo oggi a farlo. Quello che, invece, mi sta davvero facendo perdere entusiasmo è dover continuamente rispondere a persone che discutono di frasi che non ho mai scritto. E, credetemi, è molto più sfiancante di quanto possiate immaginare.
