
A maggio ero già stata al Parc Astérix, ma quella prima volta avevo avuto a disposizione soltanto una giornata e, per quanto fosse stata sufficiente per farmi venire ancora più voglia di tornare, inevitabilmente avevo dovuto concentrarmi soprattutto sulle attrazioni e sulle cose che riuscivo a vedere nel tempo a disposizione; questa volta, invece, ho scelto di vivere il parco in maniera completamente diversa, concedendomi un vero soggiorno all’interno del resort, con una notte all’hôtel Les Trois Hiboux, e devo dire che avere più tempo a disposizione cambia parecchio il modo in cui si vive un parco come questo, perché oltre alle attrazioni si riesce finalmente a guardare tutto quello che normalmente si attraversa di corsa, soffermandosi sulla tematizzazione, sugli angoli immersi nel verde, sugli hotel e su tutte quelle piccole cose che contribuiscono a trasformare una semplice giornata al parco in un’esperienza molto più completa.
Questa seconda visita è stata quindi anche l’occasione per tornare in alcune delle zone che avevo già visto a maggio, ma con occhi diversi, e soprattutto per scoprire la nuova zona egizia, che nel 2026 è stata completamente rinnovata e ampliata, con una tematizzazione ancora più immersiva dedicata all’Antico Egitto e con diverse novità che vanno dalle attrazioni alla ristorazione. L’Oxygénarium è diventato La Descente du Nil, le Chaises Volantes hanno lasciato il posto a L’Envol d’Ibis e, accanto a queste trasformazioni, è arrivato anche il nuovo ristorante Les Comptoirs d’Épidemaïs, aperto il 6 giugno 2026 nel cuore della zona egizia.
E proprio questa nuova ambientazione egizia è stata una delle parti che ho voluto vivere con maggiore attenzione, anche perché non si tratta semplicemente di qualche decorazione aggiunta qua e là, ma di una vera trasformazione dell’area, nella quale i costumi dei performer, le scenografie, gli edifici e le attrazioni contribuiscono tutti insieme a creare un’atmosfera completamente diversa rispetto a quella che avevo trovato durante la mia prima visita.
Naturalmente, quando si va al Parc Astérix, non si può pensare di limitarsi alle attrazioni, perché una parte importante dell’esperienza sono proprio gli incontri con i personaggi e le animazioni che si incontrano durante la giornata, e questa volta non sono mancate le occasioni per fermarsi a fare fotografie, scherzare e lasciarsi coinvolgere dall’atmosfera del parco; tra gli incontri più belli c’è stato naturalmente quello con Astérix, che come poteva mancare, e diciamo che il nostro incontro è stato decisamente affettuoso, visto che nella fotografia sono praticamente finita tra le sue braccia.
Ma la vera novità rispetto alla visita di maggio è stata la possibilità di fermarmi a dormire all’interno del resort, perché è proprio qui che ho scoperto un altro volto del Parc Astérix che durante una visita giornaliera rischia facilmente di passare inosservato.
Dormire al Les Trois Hiboux
La scelta è caduta sull’hôtel Les Trois Hiboux, uno dei tre hotel tematici del Parc Astérix, insieme a La Cité Suspendue e Les Quais de Lutèce, e già il percorso per raggiungerlo fa capire quanto sia diverso fermarsi qui rispetto al semplice ritorno a casa dopo la chiusura del parco: lasciate alle spalle le attrazioni, ci si inoltra nella vegetazione e, poco alla volta, il rumore del parco viene sostituito dal silenzio del bosco, fino ad arrivare alle strutture in legno dell’hotel, immerse completamente nella natura. Il Parc Astérix presenta infatti i tre hotel come tre esperienze differenti: Les Trois Hiboux è pensato in un’atmosfera familiare e immersa nella foresta, La Cité Suspendue porta gli ospiti in un villaggio costruito su palafitte nel cuore del bosco, mentre Les Quais de Lutèce ricrea l’atmosfera di una Lutèce antica sulle rive della Senna.
E devo dire che proprio questa immersione nel verde è una delle cose che mi sono piaciute di più, perché dopo una giornata trascorsa tra montagne russe, musica, personaggi e visitatori, ritrovarsi a camminare su una passerella di legno circondata dagli alberi dà quasi la sensazione di essere entrati in un altro mondo, pur sapendo di essere ancora all’interno del resort.
La Cité Suspendue, un villaggio nascosto nel bosco
Naturalmente, già che ero lì, non potevo limitarmi al nostro hotel e ho voluto andare a vedere anche La Cité Suspendue, che avevo già in programma di visitare proprio perché è una delle strutture più particolari dell’intero complesso alberghiero.
La Cité Suspendue è costruita nel cuore della foresta e i diversi edifici sono realizzati su pilotis, proprio per preservare l’ambiente naturale circostante, creando l’impressione di una vera e propria città sospesa tra gli alberi; camminando sulle passerelle in legno si incontrano edifici, balconi, ponti e dettagli che rendono l’insieme molto più simile a un villaggio tematizzato che a un semplice hotel. La struttura dispone di 150 camere e il progetto è stato pensato proprio per integrarsi nella natura anziché interromperla.
Ed è una di quelle zone che secondo me vale la pena vedere anche se non si soggiorna lì, perché la bellezza non è soltanto nella struttura dell’hotel, ma soprattutto nel modo in cui è stato inserito nel bosco, con le passerelle che permettono di attraversare questo piccolo mondo sospeso lasciandosi completamente alle spalle l’ambiente del parco.
E poi Les Quais de Lutèce
La visita è proseguita anche a Les Quais de Lutèce, che offre un’esperienza completamente diversa rispetto agli altri due hotel, perché qui il tema non è più quello del villaggio immerso nella foresta, ma quello di una Lutèce antica, con l’ambientazione ispirata al mondo di Astérix e Obélix e l’idea di ritrovarsi sulle rive della Senna in una città gallo-romana.
È proprio questa differenza tra i tre hotel che mi ha colpito: non sono semplicemente tre posti dove dormire, ma tre ambientazioni completamente differenti, pensate per prolungare l’esperienza del parco anche quando le attrazioni sono ormai chiuse. Il Parc Astérix permette infatti di soggiornare nei tre hotel e di raggiungere il parco a piedi, rendendo il soggiorno una parte integrante della visita.
Una passeggiata nel verde che non mi aspettavo
E forse una delle cose che ho apprezzato maggiormente durante questa seconda visita è stata proprio la possibilità di camminare senza avere continuamente la sensazione di dover correre da una parte all’altra.
Ci siamo ritrovati a percorrere sentieri immersi nel bosco, tra alberi, vegetazione e passerelle di legno, osservando le strutture degli hotel da angolazioni diverse e scoprendo particolari che probabilmente durante una semplice visita giornaliera non avrei nemmeno notato, e questa parte più tranquilla della giornata mi ha fatto capire quanto il Parc Astérix sia cambiato e quanto stia cercando di diventare non soltanto un parco nel quale trascorrere qualche ora, ma una vera destinazione nella quale fermarsi.
Un parco che continua a crescere
E mentre noi ci godevamo questa seconda visita, il Parc Astérix stava già guardando molto più avanti, perché il parco ha presentato un grande piano di sviluppo da 250 milioni di euro entro il 2030, con nuovi spazi, nuove attrazioni e un ulteriore ampliamento dell’offerta alberghiera.
La prima grande novità che arriverà sarà nel 2027, quando è prevista l’apertura dell’Odyssée Hôtel, un nuovo hotel quattro stelle da 300 camere ispirato ai viaggi di Astérix e Obélix verso l’Oriente, con quattro ambientazioni dedicate a Persia, Mesopotamia, Egitto e Fenicia; un progetto che porterà il polo alberghiero del Parc Astérix a un livello ancora più importante.
E poi, nel 2028, arriverà Londinium, una nuova grande area indoor ispirata all’album Astérix chez les Bretons, che comprenderà una grande montagna russa immersiva, un dark ride interattivo per famiglie, un’area giochi verticale, un pub e alcuni negozi. I lavori sono già iniziati e il progetto rappresenta una delle trasformazioni più importanti nella storia recente del parco.
La mia seconda volta al Parc Astérix
Alla fine, se la prima visita di maggio era stata soprattutto una scoperta, questa seconda esperienza è stata qualcosa di molto diverso, perché ho avuto modo di vivere il Parc Astérix con più calma, di tornare sulle attrazioni, di scoprire la nuova area egizia, vedere il nuovo ristorante Les Comptoirs d’Épidemaïs, incontrare i personaggi, passeggiare nel bosco e soprattutto conoscere quella parte del resort che durante una semplice giornata al parco rischia di rimanere completamente fuori dal programma.
Les Trois Hiboux, La Cité Suspendue e Les Quais de Lutèce mi hanno mostrato infatti un lato del Parc Astérix che non avevo ancora avuto modo di conoscere e che, devo ammetterlo, mi ha sorpresa forse più delle attrazioni stesse, perché quando un parco riesce a farti sentire ancora immersa nella sua storia anche mentre stai semplicemente camminando verso la tua camera, significa che la tematizzazione non si ferma all’ingresso delle attrazioni, ma diventa parte dell’intera esperienza.
E poi c’è il futuro, che rende ancora più interessante tornare qui: mentre io ero impegnata a scoprire quello che il Parc Astérix offre oggi, L’Odyssée Hôtel e Londinium sono già all’orizzonte, e conoscendomi abbastanza bene posso già immaginare che prima o poi tornerò a vedere anche quelli.
Perché questa seconda visita mi ha confermato una cosa: al Parc Astérix una giornata non basta per vedere tutto, e forse è proprio questo il bello.
