Disneyland Paris e il caldo estremo: quello che ho visto davvero durante i giorni più difficili

Negli ultimi 2 mesi mi sono imbattuta in decine di post, video e commenti che puntavano il dito contro Disneyland Paris, accusando il resort di non essersi organizzato per affrontare le temperature eccezionalmente elevate che hanno colpito la Francia e buona parte dell’Europa, e più leggevo certe affermazioni più sentivo il bisogno di raccontare la mia esperienza, perché mi trovavo proprio lì durante alcuni dei giorni più caldi e credo che, quando si ha la possibilità di vedere le cose con i propri occhi, sia giusto condividere ciò che si è realmente osservato.

Parto subito da una precisazione che ritengo importante: il caldo era davvero difficile da sopportare. Non avrebbe senso raccontare il contrario, perché le temperature erano eccezionali e camminare per ore sotto il sole, aspettare una parata o semplicemente spostarsi da un’attrazione all’altra richiedeva molta più fatica del normale. Chi era presente lo sa bene e chiunque frequenti un luogo completamente all’aperto può immaginare quanto sia stato impegnativo trascorrere un’intera giornata in quelle condizioni.

Quello che, invece, non corrisponde a ciò che ho visto io riguarda l’idea che Disneyland Paris non abbia fatto nulla per cercare di alleviare il disagio degli ospiti. Passeggiando tra le varie aree del parco ho trovato nebulizzatori installati in più punti, spazi pensati per concedersi qualche minuto di pausa e persino zone con innumerevoli panchine posizionate al coperto, una soluzione semplice ma sicuramente utile per chi aveva bisogno di fermarsi un momento prima di riprendere la visita.

Naturalmente nessuno può pensare che qualche nebulizzatore sia sufficiente a cancellare il caldo, perché un’ondata di calore di questa portata non si risolve con una bacchetta magica e sarebbe stato impossibile rendere piacevole una giornata con temperature così elevate, ma una cosa è affermare che il caldo fosse pesante da sopportare e un’altra è sostenere che il resort non abbia adottato alcuna misura per aiutare gli ospiti, perché sono due concetti completamente diversi.

Durante quei giorni sono state prese anche decisioni che hanno inevitabilmente inciso sull’esperienza di molti visitatori, come modifiche ad alcuni spettacoli o la chiusura temporanea di determinate attrazioni, scelte che possono dispiacere soprattutto a chi ha organizzato quel viaggio da mesi e magari non tornerà a Disneyland Paris per molto tempo, ma davanti a temperature eccezionali la sicurezza deve sempre avere la priorità, sia per gli ospiti sia per i Cast Member che lavorano per ore all’aperto.

Quello che mi colpisce sempre di più è la velocità con cui sui social si costruisce una narrazione assoluta partendo da un singolo episodio o da un’esperienza personale, fino a trasformarla nella verità valida per tutti. Basta leggere qualche commento per convincersi che non sia stato fatto nulla, quando invece sarebbe sufficiente osservare con attenzione quello che accade realmente all’interno del resort per rendersi conto che sono state adottate diverse soluzioni per cercare di limitare i disagi causati dal caldo.

Chi mi segue da tempo sa che non ho mai avuto difficoltà a raccontare quello che, secondo me, non funziona a Disneyland Paris e continuerò a farlo anche in futuro, ma allo stesso modo ritengo corretto raccontare anche quando vedo un impegno concreto. Non mi interessa difendere qualcuno a prescindere né criticarlo per ottenere qualche like in più: preferisco continuare a condividere quello che vivo personalmente, perché è l’unico modo che conosco per offrire un’informazione onesta, completa e il più possibile vicina alla realtà.

Le esperienze possono essere diverse e nessuno mette in dubbio che qualcuno possa aver vissuto una giornata più complicata di un altro, ma affermare che Disneyland Paris non si sia organizzato contro il caldo, almeno per quello che ho visto con i miei occhi, non racconta tutta la storia. E io continuerò a fare quello che ho sempre fatto: osservare, documentare e condividere, nel bene e nel male, senza farmi influenzare dalle polemiche del momento.

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