
ComedyLab 2026: la commedia come linguaggio globale secondo TorinoFilmLab
Una nuova generazione di autori, performer e registi si prepara a riscrivere le regole della commedia contemporanea attraverso un percorso che intreccia scrittura, performance e visione produttiva, segnando il ritorno di ComedyLab 2026, laboratorio firmato TorinoFilmLab – Museo Nazionale del Cinema e sostenuto dal programma Creative Europe MEDIA, capace di trasformare un genere spesso sottovalutato in uno spazio di ricerca raffinata, consapevole e profondamente internazionale.
Giunto alla sua terza edizione, il programma consolida un’identità precisa fatta di sperimentazione e dialogo, costruita negli anni grazie all’esperienza quasi ventennale del TorinoFilmLab nella formazione avanzata e nello sviluppo di lungometraggi, e rilancia la propria missione con un obiettivo ambizioso: portare la commedia oltre i confini culturali, linguistici e narrativi, accompagnandola verso un pubblico globale senza sacrificare complessità e autenticità.
Una classe internazionale tra visioni e sensibilità diverse
Selezionata a partire da 123 candidature, la classe 2026 si compone di otto partecipanti – quattro donne e quattro uomini – provenienti da Belgio, Canada, Francia, Libano, Norvegia, Polonia, Spagna e Stati Uniti, una geografia creativa che racconta già da sola la direzione intrapresa dal laboratorio, dove le differenze diventano materia narrativa e la contaminazione si trasforma in metodo.
Al centro del percorso, quattro progetti di commedia che sfuggono alle etichette facili e si muovono tra ironia, dolore e contraddizioni umane, restituendo al genere quella profondità che troppo spesso viene dimenticata:
Not That Far (Pas Bien Loin) di Pablo Léridon, racconto delicato e spiazzante che segue un adolescente bretone alle prese con la perdita della vista, in un equilibrio sottile tra leggerezza e fragilità
Plus One di Zayn Alexandre, dark comedy che esplora l’assurdità dei legami familiari con uno sguardo ironico e disilluso
The 20-Year Curse di Naomi Ko, commedia familiare intensa e commovente che affronta il tema della sofferenza condivisa tra padre e figlia
Thunder Tits (Russemødrene) di Julie Skaufel, viaggio caotico e irresistibile di cinque madri che inseguono le figlie in un graduation party destinato a diventare memorabile
Quattro storie diverse per tono e prospettiva, unite da una stessa tensione: raccontare il presente senza semplificarlo, trovando nella comicità una lente capace di mettere a fuoco ciò che spesso resta ai margini.
Il laboratorio: incontro tra scrittura e performance
Un elemento distintivo di ComedyLab risiede nella collaborazione tra registi/sceneggiatori e autori/performer, una dinamica che rompe i confini tradizionali della scrittura cinematografica e introduce una dimensione più viva, più fisica, quasi teatrale, in cui la battuta non nasce solo sulla pagina ma prende forma nel confronto diretto.
A lavorare sui progetti selezionati intervengono quattro performer dal background eterogeneo, capaci di spaziare tra stand-up, teatro e improvvisazione: Kat Geborys, Jessica González Campos, Hadi Kubba e Jeroen Verdick, ciascuno portatore di una sensibilità specifica che contribuirà a ridefinire ritmo, tono e identità delle sceneggiature.
Un percorso su misura tra Europa e digitale
Il programma si sviluppa attraverso un calendario articolato che alterna momenti residenziali e sessioni online, costruendo un percorso che accompagna i progetti dalla fase di sviluppo fino alla presentazione al mercato: primo workshop in Belgio ad aprile, seconda tappa in Polonia a giugno, due sessioni digitali e infine il ritorno a Torino in occasione del TFL Meeting Event di novembre, uno dei principali appuntamenti europei dedicati alla coproduzione.
Un viaggio che non è solo geografico ma anche creativo, pensato per far emergere il potenziale commerciale dei progetti senza tradirne l’identità artistica, grazie a un approccio che resta fedele alla filosofia “su misura” del laboratorio.
Un team di eccellenza per una commedia che non banalizza
A guidare il percorso si conferma un team di esperti che unisce competenze artistiche e industriali, con Alec Von Bargen nel ruolo di Head of Studies e Thomas Pibarot come Curator, affiancati dagli sceneggiatori Philippe Barrière e Laura Piani e sotto la supervisione di Savina Neirotti, fondatrice del TorinoFilmLab.
Parole che arrivano dritte al punto quelle di Von Bargen, quando sottolinea come la selezione abbia messo in luce progetti capaci di navigare le acque spesso imprevedibili della commedia con maturità e incisività, spingendo il team a innalzare ulteriormente il livello del programma attraverso masterclass, proiezioni e nuove collaborazioni.
ComedyLab 2026: quando ridere diventa una cosa seria
Dentro un panorama audiovisivo sempre più saturo di formule replicabili e risate facili, ComedyLab 2026 si impone come uno spazio necessario, quasi controcorrente, in cui la commedia torna a essere uno strumento di indagine, un terreno di rischio e una forma di resistenza narrativa, capace di solleticare, provocare e – quando serve – anche ferire.
Perché ridere, quando fatto bene, resta una delle cose più serie che si possano fare.
