
Dai Golden Globe alla Mole Antonelliana: Timothée Chalamet arriva a Torino con Marty Supreme
Ci sono carriere che fanno giri lunghi e carriere che, senza chiedere permesso, passano dai Golden Globe alla Mole Antonelliana con la grazia di chi sa esattamente dove sta andando. Timothée Chalamet, per capirci, è ufficialmente nella seconda categoria.
E no, non è una metafora: Marty Supreme arriva a Torino e lo fa in grande, anzi gigantesco. Dal 14 gennaio 2026, al Museo Nazionale del Cinema, dentro la Mole Antonelliana, sarà esposta la scultura monumentale di Marty Mauser, il personaggio interpretato da Chalamet nel film cult diretto da Josh Safdie.
Una statua, sì. Ma non una qualunque.
Quando un film diventa corpo (e ti guarda dall’alto)
Alta quasi tre metri, la scultura di Timothée Chalamet/Marty Mauser non sta ferma buona buona in un angolo: occupa una delle salette VR del Museo e si protende verso l’Aula del Tempio, come a dire: “Ehi, vieni a giocare con me. O almeno a guardarmi con rispetto”.
Nata come parte dell’experience immersiva di Marty Supreme a Lucca Comics & Games 2025, all’interno del padiglione I Wonder / A24, questa opera scenica si è guadagnata una seconda vita torinese. Non un semplice oggetto promozionale, ma una presenza fisica che condensa energia, carisma e immaginario, trasformando Marty in una figura sospesa tra campione pop e anti-eroe contemporaneo.
Iconico. Mitico. Un po’ arrogante. Esattamente come deve essere.
Dietro le quinte: quando l’experience è una cosa seria
L’experience è stata ideata da Lulu Helbaek, creative director di fama internazionale, e realizzata dallo studio FoLl.iA, con il contributo artistico dello scultore e scenografo Dominique Gaucher, uno che di scenografie monumentali se ne intende da oltre trent’anni.
Il risultato è una statua che non celebra soltanto un personaggio, ma un’idea di cinema: fisico, spigoloso, ambizioso, emotivo. Un cinema che non ti accarezza, ti prende per le spalle.
Torino, ritorni e secret screening
Marty Supreme a Torino c’era già stato. Il 26 novembre 2025, durante il 43° Torino Film Festival, il film era stato presentato in anteprima con un secret event screening. Un ritorno, quindi, che sa di consacrazione più che di passaggio.
E la Mole Antonelliana, diciamolo, non è esattamente una location casuale.
Timothée Chalamet: momento d’oro (anzi, doratissimo)
Nel frattempo, mentre la sua versione scolpita guarda dall’alto i visitatori, Chalamet colleziona premi veri.
Ha appena conquistato il suo primo Golden Globe ed è ufficialmente in corsa per gli Oscar, dopo le nomination ai BAFTA e agli Actors Award. La sua performance in Marty Supreme è stata definita senza mezzi termini:
“Straordinaria”, “perfetta”, “sensazionale”.
E quando gli aggettivi iniziano a ripetersi, di solito è perché ci hanno visto giusto.
Il film cult della stagione (e i numeri parlano chiaro)
Negli Stati Uniti Marty Supreme ha superato i 70 milioni di dollari al box office, restando stabile nella top 5 dalla sua uscita il 25 dicembre 2025. È già il miglior incasso di sempre per A24. Non male per un film che non chiede di piacere a tutti.
A questo si aggiungono le nomination ai DGA Award per Josh Safdie e ai PGA Award per la produzione. Tradotto: non è solo un successo di pubblico, ma anche di credibilità.
Adrenalina, ironia e un cast che non scherza
Diretto con ritmo sfrenato da Josh Safdie, Marty Supreme è un’esplosione visiva e narrativa che oscilla tra adrenalina, ironia e tensione emotiva. Chalamet non è solo protagonista, ma anche produttore, e si vede.
Accanto a lui un cast che alza ulteriormente l’asticella:
Gwyneth Paltrow
Odessa A’zion
Tyler “The Creator” Okonma
Un mix che funziona, sorprende e lascia il segno.
Appuntamento al cinema (e sotto la Mole)
Prodotto da A24, scritto da Josh Safdie e Ronald Bronstein, Marty Supreme arriverà nei cinema italiani dal 22 gennaio 2026, distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.
Nel frattempo, se passate da Torino, fate un salto alla Mole. Perché non capita tutti i giorni di essere guardati dall’alto da Timothée Chalamet.
E, onestamente, lasciargli l’ultima parola sembra la cosa più sensata da fare.
