Dei gatti e degli uomini di Patricia Highsmith: storie e mistero felino

Dei gatti e degli uomini: il libro che ti fa rivalutare il tuo divano e il tuo gatto (o quello che hai immaginato per il fidanzato ideale)

Natale è passato, le lucine stanno ancora tremolando come se avessero bevuto troppa cioccolata calda, e io sto qui a scartare uno dei regali più curiosi che abbia ricevuto: “Dei gatti e degli uomini” di Patricia Highsmith. Sì, proprio quella Highsmith delle atmosfere inquietanti, dei thriller psicologici dove il protagonista spesso ti lascia la sensazione che la vita sia un incubo perfettamente orchestrato… solo che stavolta il pericolo viene dalle unghie di un gatto. E me l’ha regalato Lu’, la mia adorabile figlia, che evidentemente conosce la mia anima da felina seriale e il mio amore per tutto ciò che è leggermente inquietante ma irresistibile.

Il libro è un piccolo gioiello: racconti, poesie, persino disegni di gatti che sembrano dire “sei sicura di volerci affrontare oggi?”. I gatti di Highsmith non sono semplici peluche da divano: sono investigatori, giudici, piccoli demoni domestici che ti osservano e ti giudicano mentre tenti di sembrare normale. E il bello è che, leggendo, inizi a capire che forse anche gli uomini hanno un lato felino: misterioso, imprevedibile, capace di rovesciare la tua routine in un batter di ciglia… o di zampa.

C’è un racconto dove un gatto trova dei resti umani e, senza alzare un pelo, ti fa capire che la vita è un gioco più crudele di quanto avresti voluto credere. In un altro, la furbizia felina diventa quasi pedagogica: se vuoi sopravvivere agli umani, impara a muoverti con grazia, indipendenza e un pizzico di sadismo. Insomma, Highsmith ti insegna che il gatto è il maestro, e l’uomo… beh, l’uomo può solo provare a stargli dietro.

Leggere questo libro a Natale, mentre fuori c’è il gelo e dentro un profumo di pandoro e tè caldo, ha qualcosa di perfettamente anarchico e confortevole allo stesso tempo.

È come se Lu’ mi avesse detto: “Mamma, ti regalo un po’ di mistero, ironia e una lezione felina di vita”. E io, ovviamente, l’ho preso molto seriamente. Tra un racconto e l’altro, ho guardato i miei gatti e ho pensato: “Potrei aver sottovalutato il vostro curriculum da investigatori privati”.

Se amate i gatti, l’ironia nera e quella sensazione sottile di brivido che solo Patricia Highsmith sa dare, questo libro è assolutamente da leggere. E se avete figli intelligenti e con gusto, aspettatevi di riceverlo sotto l’albero, con tanto di bigliettino che vi ricorda che siete amat* e giudicat*… proprio come un buon gatto farebbe.

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