Gennaio 2026 al Cinema Massimo: Mario Martone, cinema giapponese e Wim Wenders

GENNAIO 2026 AL CINEMA MASSIMO
(ovvero: come iniziare l’anno con il cervello acceso e il cuore leggermente scomposto)

C’è chi a gennaio si iscrive in palestra.
E poi c’è chi fa scelte migliori: entra al Cinema Massimo e decide di affrontare il nuovo anno seduta in sala, al buio, lasciandosi attraversare da immagini, storie, domande.
Spoiler: funziona meglio di qualunque detox.

Il 2026 al Cinema Massimo si apre con una proposta che non chiede distrazioni, ma attenzione. E la ripaga.

🎬 Mario Martone: cinema come atto politico, poetico, umano
Dal 9 al 24 gennaio va in scena una retrospettiva completa dedicata a Mario Martone, uno dei registi più necessari del nostro cinema contemporaneo. Necessario perché Martone non semplifica, non consola, non fa sconti. Racconta l’Italia – e chi la abita – con uno sguardo rigoroso, stratificato, profondamente vivo.

Teatro, arte, letteratura, Storia: tutto confluisce nei suoi film, che riescono nell’impresa rara di tenere insieme l’intimo e il collettivo, il dettaglio umano e il contesto politico.

In più, Martone incontra il pubblico. E quando un autore si mette in ascolto, succede sempre qualcosa di prezioso.
Se amate il cinema che non si limita a intrattenere ma interroga, questo è il vostro posto.

🇯🇵 Giappone anni ’50 e ’60: pellicola, ferite e speranza
Dal 26 gennaio al 1° febbraio, il Cinema Massimo ci porta lontano – geograficamente e temporalmente – con un focus sul cinema giapponese del dopoguerra, proposto in pellicola (sì, quella vera, che respira).
Non i soliti nomi da manuale, ma registi meno celebrati e fondamentali come Kinoshita Keisuke, Shindō Kaneto e Uchida Tomu.

Film rari, intensi, attraversati da drammi sociali, tensioni morali, ma anche da una struggente poesia della resistenza quotidiana.
È il Giappone che prova a ricostruirsi, a guardarsi allo specchio, a immaginare un futuro dopo la catastrofe. E lo fa con un cinema che ancora oggi sa essere lucidissimo e profondamente umano.

🌍 Wim Wenders: cinque ore per guardare il mondo (e noi stessi)
Evento da segnare in rosso: la proiezione del Director’s Cut di Fino alla fine del mondo di Wim Wenders, accompagnato dal meraviglioso Lo stato delle cose.
Quasi cinque ore di cinema visionario, profetico, sospeso tra road movie, fantascienza e riflessione sullo sguardo e sulla memoria.

Un film che non si guarda: si attraversa.
E che oggi, forse più di ieri, parla di noi, delle immagini che accumuliamo, della paura di perdere ciò che siamo stati.
Non è un’esperienza breve. Ma è una di quelle che restano.

⭐ I Fantastici 4 di Film TV: cinema che si scopre
Gennaio segna anche l’inizio del ciclo I Fantastici 4 di Film TV, realizzato in collaborazione con Film TV. Si parte con i film di Mariano Baino e Diego Fossati, in un percorso pensato per scoprire registi emergenti, opere preziose, cinema che fatica a trovare spazio ma merita visione.
Perché il cinema non è solo memoria: è anche scommessa, curiosità, incontro.

✨ Gennaio al Cinema Massimo non è un mese.
È un invito: a fermarsi, guardare meglio, ascoltare di più.
Un inizio d’anno che non promette miracoli, ma pensiero, bellezza e complessità. E non è poco.
Io vi avviso: poi non dite che gennaio è un mese triste. 🎥

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